18
Ago
08

l’ifone e’ forse controlegge, costa tanto in italia e dura poco di batteria, insomma un AFFARONE!

E’ quello che si desume dalle esternazioni dell’Adoc:

1. necessario che le autorita’ italiane, il Garante della Privacy e la Polizia postale prima di tutti, facciano chiarezza sul fatto che siano state rispettate le leggi italiane sulla privacy nella commercializzazione del telefonino, altrimenti chiederemo il sequestro di tutti gli apparecchi non ancora venduti e la sostituzione di quelli gia’ venduti (mi domando con cosa, magari un cellulare non apple? LOL ! ndr);

2. il telefonino della Apple in Italia e’ stato messo in commercio dall’11 luglio ad un prezzo tre volte superiore rispetto agli Stati Uniti (si vede che i fan apple italiani si meritano questo prezzo ! ndr)

3. la batteria e’ di breve durata (e non c’e’ modo di ricaricarlo in macchina, perchè non e’ stato ancora commercializzato il caricabatterie in italia, ndr).

Insomma … che aspettate fan della mela … CORRETE IN NEGOZIO a comprarlo, prima che vi modificano o ritirano l’attuale prodotto, non sarete piu’ sotto il controllo di stefano lavori, rischiando pergiunta di pagarlo meno !

Insomma, fate come tafazzi!!!! 


19 Responses to “l’ifone e’ forse controlegge, costa tanto in italia e dura poco di batteria, insomma un AFFARONE!”


  1. 2008 agosto 18 alle 11:37 pm

    bah
    non è meglio un pda HTC?

  2. 2008 agosto 18 alle 11:37 pm

    Sono proprio curioso di vedere come proseguirà. Piuttosto, sono d’accordo che è molto caro come telefono, ma negli usa viene 199$ col contratto e qui, sempre col contratto €199. È certamente più caro, ma dire 3 volte mi pare un pizzico esagerato. A parte il fatto che 500 euro per il telefono senza contratto mi pare una richiesta di una assurdità galattica.

  3. 3 Marco
    2008 agosto 19 alle 12:27 am

    A)Il problema privacy è stata semplicemente un errore dei giornalisti. L’hacker che ha scoperto il fatto ha negato assolutamente alcun problema di privacy.
    B)L’iPhone non è in vendita al prezzo triplicato di quello USA. Informatevi meglio.
    C)La batteria ha una durata superiori rispetto ai concorrenti. Il problema è che la gente deve imparare a disabilitare il 3G quando non serve, come gli altri smartphone. Ci sono gli accessori per ricaricarlo in macchina, mi pare della kingstone.

    Ah, ci sono smartphone che costano più dell’iPhone eh…

  4. 2008 agosto 19 alle 9:04 am

    @ Artemisia65
    e difatti .. pur avendo un ciofegoso sistema winzozmobile …

    @ Lazza
    un telefono in comodato non e’ venduto ma concesso in licenza, quindi spendi 200 euro per usare qualcosa che non e’ tuo ma concesso in uso … e’ come windows: NON COMPRI il dischetto con vista o xp ma solo la possibilita’ di usarlo limitatamente alla licenza.

    @ Marco
    A- abbiamo concetti sui diritti personali differenti. Per me uno che ti entra in casa di soppiatto e ti guarda quanti rotoli di carta igienica hai e’ violazione di proprieta’, forse per te e’ solo curioso.
    B- sono stato in america e li’ la roba costa di meno, puoi dire quello che ti pare ma e’ esattamente cosi’ .. basta andare all’apple store di san francisco (nella piazza centrale per intenderci) o di los angeles e confrontarlo con i negozi di milano e roma. Ti consiglio di verificare le tue informazioni.
    C- le batterie hanno una durata ridicola, confrontato personalmente con analoghi telefoni dell’htc (cruise per la precisione, perfino il piu’ modesto nella durata come il diamond dura di piu’ a parita’ di servizi accesi, 3g e/o non 3g attivati).

  5. 2008 agosto 20 alle 2:46 pm

    @ Kijio, a 200 euro lo compri, non te lo danno in comodato. Hai comunque il vincolo che devi pagare l’abbonamento per due anni, ma dopo puoi usarci la Sim che vuoi. Ho solo detto che 3 volte tanto è una proporzione esagerata, per il resto rimane il fatto che è uno dei cancri commerciali peggiori che si siano mai visti.

  6. 2008 agosto 20 alle 10:32 pm

    @ Lazza
    io ho cercato su trovaprezzi.it e lo vedo a 380 euri il prezzo minimo (http://www.trovaprezzi.it/prezzo_cellulari_iphone.aspx) da aggiungersi spese postali, mentre su apple store (http://www.apple.com/iphone/) lo vendono a 200 dollari, a san franciso (http://www.apple.com/retail/sanfrancisco/) ti levano forse ancora qualcosina se lo ordini ed aspetti un giorno che arrivi (non vorrei pero’che lo sconto pareggiasse la somma delle tasse federali+tasse dello stato della california per i materiali elettronici, non ricodo con precisione le %). Ora col cambio attuale facendo conversione (http://it.finance.yahoo.com/valuta/convert?amt=200&from=USD&to=EUR&submit=Converti):
    negli USA 135 euri
    in italia 380 euri + spese postali (ma consideriamole pure pari a 0)
    non e’ forse il triplo ma comunque c’e’ una differenza del 181,4% e non mi sembra proprio poco.
    dove hai trovato l’offerta per 2 anni? bo! saro’ io che oramai l’ho rilegato insieme a vista, il c=128 e l’ultima puntata di deep space 9.😀

  7. 7 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 20 alle 11:14 pm

    1) Al punto 1 hanno già risposto in molti, tanto clamore per nulla.

    2) I confronti di prezzo tra USA e Italia non si possono fare: in USA il telefono non è venduto senza contratto. Confrontare i contratti è praticamente impossibile.

    3)I carica batterie da auto esistono da oltre 3 anni. Decine di modelli. La batteria dura comunque più di 1 giorno, usando l’iPhone frequentemente.

  8. 2008 agosto 21 alle 8:39 am

    @ ruppolo
    a) Al punto 1 ancora non hanno risposto le autorità competenti. Non e’ questione di clamore ma di possibile lesione di un diritto sacrosanto. La difesa dei diritti non si fa con le “giornalate” ma con denunce ed esposti. Qui si esprimono opinioni personali, sta a chi legge prenderli in considerazione.
    b) Rileggi cosa ho scritto come ultimo commento e guarda i link che ho messo.
    c) non saprei che dirti, non mi sono personalmente informato in merito, potresti avere ragione tu, è possibile che l’Adoc toppi. Ma da 3 anni esistono caribatterie per l’ifone quando questo e’ uscito da pochi mesi? Non sapevo avesse un attacco standard!

  9. 9 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 21 alle 10:39 am

    Rispondo a kijio:
    a) Di quale lesione del diritto sacrosanto stiamo parlando? Anzi, di quale POTENZIALE lesione del diritto sacrosanto stiamo parlando?
    Prima di rispondere considera 2 cose:
    1) la privacy non c’entra, non è l’iPhone che viene contattato ma viceversa è l’iPhone che contatta, e non vi sono passaggio di informazioni da l’iPhone a Apple ma viceversa da Apple a iPhone.
    2) Il software, quello che nel caso specifico potrebbe essere cassato, non è di proprietà del cliente, ma solo concesso in licenza d’uso. Come tutte le licenze d’uso essa può essere terminata al verificarsi di certe condizioni. Se il cliente, per mezzo del software, compie atti illeciti (anche a sua insaputa), compreso il non rispetto delle condizioni d’uso riportate nella licenza, la licenza d’uso può essere cessata da chi l’ha rilasciata.
    In ogni caso se mai vi sarà un’azione illegale (il bloccare un certa applicazione) si dovrà attendere che ciò avvenga. Non si possono fare processi o sequestri sulla base di un fatto mai avvenuto.

    b) ripeto: l’iPhone privo di contratti in USA NON ESISTE. NON-ESISTE. E se anche qualcuno lo ponesse in commercio, non funzionerebbe, in quanto per funzionare ha bisogno di una SIM AT&T legata ad un SPECIFICO CONTRATTO BIENNALE DI FORNITURA DI SERVIZI, che comprende tot minuti di traffico voce, tot messaggi sms e una flat dati.
    Quindi, ripeto, sul costo del telefono puro e semplice non si possono fare confronti. Se uno vuole può paragonare il contratto AT&T con quello di Vodafone e TIM, ma a che serve? A dire che AT&T costa meno? A dire che il potere di acquisto del dollaro è superiore? E questo cosa ha a che fare con iPhone o Apple?

    c) L’attacco è lo stesso dell’iPod.

  10. 2008 agosto 21 alle 11:43 am

    @ ruppolo
    a) abbiamo due modi di vedere e comprendere il mondo totalmente differente. Io credo nella piena autonomia dell’uomo dall’oggetto software ed hardware che ha in mano e che usa. Per me questo e’ simbolo di liberta’ invalicabile. Io devo permettere a chiunque di modificare (a suo rischio e pericolo) e variare le possibilita’ d’uso (insomma io col cellulare devo essere libero di usarlo anche come posacenere) di cio’ che vendo o di cio’ che fornisco come prestazione d’opera.
    Tu invece credi che non solo le cd licenze d’uso debbano esistere ma che sono sacrosante. Non arriveremo mai ad un punto di incontro, mi spiace sinceramente che tu la pensi cosi’.
    Lo sviluppo di una società si basa sulla condivisione delle conoscenze, la prima non ci sara’ mai con l’uso esclusivo e limitante delle seconde.
    b) il limite dell’utilizzo di un certo strumento legato al doppio filo di un solo gestore e’ la riprova del limite dello strumento. E comunque io a san francisco l’ifone me lo davano a 200 dollari … fai un po tu .. forse NON ESISTE .. ma a me il tizio del mac-store me lo voleva vendere .. che poi erano ‘azzi miei fare il contratto .. quella e’ un’altra storia (mi ha detto: vabe’ .. il contratto se lo fa in europa per la telefonia … ).
    c) grazie non lo sapevo.

  11. 11 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 21 alle 4:58 pm

    @ Kijio
    a) Alt! Qui non parliamo dei nostri modi di vedere, ma di come stanno le cose. Se vuoi possiamo parlare delle nostre idee, se la tal cosa sia giusta o sbagliata secondo il nostro punto di vista, ma in questo spazio di commenti relativo al tuo post iniziale io mi limito a parlare della realtà delle cose e correggere le inesattezze oggettive.
    b) Di oggetti legati “al doppio filo” siamo pieni, tal televisore all’automobile. La nostra stessa sopravvivenza è legata a numerosi doppi fili: Elettricità, gas, acquedotto, ad esempio.

    L’iPhone a 200 dollari prima del 11 Luglio 2008 lo potevi prendere semplicemente pagandolo alla cassa. Ma sapendo bene che (a meno di sbloccarlo) sarebbe stato possibile utilizzarlo sono in USA e solo con AT&T, quindi previa stipulazione di un contratto biennale. Dal 11 Luglio 2008, invece, non esci dal negozio senza aver firmato il contratto suddetto. Parlo sempre degli USA, naturalmente. Oggi infatti se vai sul AppleStore USA vedrai che non puoi più comprarlo online. Se vuoi vai di persona e firmi il contratto, altrimenti picche. Questo è la contromisura causata dal commercio grigio di iPhone che sono finiti fuori dagli USA. Con questa semplice variante il commercio grigio è stato eliminato. Ma ora l’iPhone è in vendita in altri 50 paesi, non solo in USA.
    Noi italiani, tra le altre cose, siamo gli unici che abbiamo i telefoni nuovi senza alcun blocco, quindi io non mi lamenterei più di tanto…

    In conclusione ripeto che qui sto solo riportando dati oggettivi, non il mio punto di vista. Il mio punto di vista è che l’iPhone vale i soldi che costa, che i carrier telefonici italiani ed europei sono dei LADRI legalizzati e che tutti gli smartphone venduti negli ultimi 10 anni sono stati veramente poco smart, per usare un eufemismo.

  12. 2008 agosto 21 alle 5:43 pm

    @ ruppolo
    1- il blog e’ mio e io posso (e permettere agli altri) spararci cazzate, quindi l’oggettività esiste finche’ si fanno discorsi logici, ma soprattutto: non puoi dire che NON esiste che NON si puo’ comprare l’ifone senza contratto negli USA (e’ FALSO!) SI PUO’! PUNTO! COME CACCHIO TE LO DEVO DIRE CHE CI SONO STATO NEL NEGOZIO A SAN FRANCISCO ????
    2- se e’ vero che esistono ingiustizie non si puo’ dire “vabe’, ma questa e’ secondaria rispetto a quelle esistenti”. Se una cosa e’ ingiusta deve essere criticata e tutti devono lottare per eliminarla (che si tratti di crimini contro l’umanita’ o semplicemente il ragazzino che va in giro cannato sul macchinone … sono gravi differentemente ma ENTRAMBI devono essere evitati ed il secondo NON E’ MAI giustificabile perche’ esiste il primo!);
    Io mi lamento perche’ se vedo una cosa ingiusta lo dico. Non mi faccio problemi a sparare a zero se vedo un’ingiustizia, ma soprattutto non chiudo gli occhi di fronte alle critiche, anche nei miei confronti giustificandomi con “vabe’ … ma c’e’ di peggio”.

    Ruppolo, tu sei libero di rispondermi all’infinito, specificando le tue ragioni come hai sinora fatto (ovvero con educazione), non voglio e non desidero l’ultima parola, anzi mi farebbe piacere il contrario. Pero’ ti ripeto una cosa che per me e’ sacrosanta, e’ un principio invalicabile, la libertà e’ consapevolezza e capacità di disporre delle informazioni in maniera indipendente e soprattutto creativa (nel senso ovviamente piu’ positivo, propositivo ed umano possibile), quindi esattamente il contrario di quello che fa apple con la sua tecnologia!.

    Se vuoi lavorare con apple non ho nulla in contrario, sei libero di farlo, ma non difendere a spada tratta una politica commerciale che e’ evidentemente lesiva dei diritti umani e nasce da un’azienda non nuova a simili “genialate” (tipo il progetto darwin, prima sbandierato come futuro dell’o.s. poi ritirato … ). Fidati: al confronto perfino steve ballmer farebbe la figura di Geppo!.

  13. 13 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 21 alle 6:20 pm

    @ Kijio

    1) Posso sapere la data in cui sei andato nel negozio di San Francisco e che negozio era?

    2) Rispetto la tua opinione su Apple, diametralmente opposta alla mia (se ti va possiamo mettere a confronto le nostre idee). Sul concetto di libertà io sono più sul classico, quindi la mia libertà finisce dove inizia quella di un altra persona. Se io non voglio divulgare gratuitamente il mio sapere e le mie idee, devo essere libero di poterlo fare. Viceversa chiunque deve poter rendere pubbliche le sue idee e il suo sapere se lo desidera.

    Apple non è una associazione onlus, pertanto ha tutto il diritto di vendere prodotti super-iper-ultra blindati, e noi abbiamo il diritto di scegliere se li vogliamo o meno. Non come una certa altra ditta…

    Riguardo a Darwin, esso (per fortuna) non è stato ritirato, è l’attuale sistema operativo OS X, ovvero la sua base. Ed è pure open source:
    http://www.opensource.apple.com/darwinsource/

  14. 2008 agosto 21 alle 7:02 pm

    ruppolo
    1. .. se ti dico nella “piazza centrale” ti ci metto pure il link con la foto .. ce n’e’ solo una .. dai cavoli .. leggi bene ..
    2. il tuo sapere e’ protetto dal plagio dalla legge. Ovvero la comunità si prende carico della difesa della fonte del sapere, ovvero del suo autore.
    Informazione pubblica significa che deve essere liberamente distribuibile, nessuno deve appropiarsi di aver creato od ideato qualcosa che deriva dalla tua mente, ma l’idea di per se e’ umanamente utile solo se liberamente usabile (e la cosa mi sembra non logica ma lapalissiana). Mi sembra un concetto semplice, tu non lo condividi, ma e’ il prezzo da pagare per migliorare quello che ci circonda e non vivere in un mondo egoista basato su lobby e centri di potere.
    Cosa ben diversa il “diritto della proprieta’” e la “privacy”, ovvero il diritto di disporre delle cose proprie in maniera autonoma e libera (purche’ ovviamente non rechino danno ad alcuno!) e la sfera all’interno della quale nessuno deve entrare perche’ altrimenti significa distruzione della libertà personale (il limite di cui hai accennato quando parli di liberta’ personale che finisce dove inizia l’altrui).
    Apple (cosi’ come le altre lobby) contorce il concetto di proprieta’ intellettuale ( veramente assurdo in una società civile: ti immagini il diritti da pagare se mettessero la concessione d’uso sulle forchette??? ) e viola la privacy.
    darwin e’ opensource solo nel nome, visto che a piu’ riprese la fsf ha ribadito l’incompatibilita’ della licenza apple con la gpl fin dal 2003 (l’ho considerato come “ritirato” dal 2003 …. controlla su wikipedia e dai una letta al sito ufficiale della fsf, e noterai quale considerazione hanno del progetto darwin-apple).

  15. 15 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 21 alle 7:49 pm

    Kijio

    1) La data, per cortesia.

    2) Strano il tuo concetto di “disporre delle cose proprie in maniera autonoma e libera”, a quanto pare non vale pe le idee.
    Io invece credo che le idee mie sono mie come mie sono certe cose materiali, e godono degli stessi privilegi.

    Comunque, a parte questi dettagli, secondo me tu hai un visone molto distorta di come le idee diventino cose utili per l’umanità.
    Ti faccio qualche esempio (perché io sono un po’ limitato e riesco a spiegarmi meglio con degli esempi): L’invenzione di cose come la radio, l’automobile e i tappi corona sono state invenzioni utili, ma questo non significa che andiamo in auto a-gratis. Ergo, indipendentemente dal fatto che l’idea sia stata gratuita o meno, noi ne beneficiamo comunque. Il tappo corona che ho citato prima è brevettato e non vedo nessuno affranto dal dolore perché ogni tappo è gravato di un quid.
    Apple ha attinto dall’open source e in cambio ci ha dato un sistema operativo bellissimo. Il fatto che Darwin venga o non venga mantenuto open source non ha alcuna rilevanza, chiunque può partire da dove è partita Apple e fare un’altra cosa. Ovvero, è il prodotto quello che conta. Bellissimo che alcune informazioni siano disponibili a chiunque, ma poi ci vogliono le persone che usino queste informazioni per inventare qualcosa di bello e/o utile. Tu sei capace di fare quello che ha fatto Apple? Io no, quindi sono molto contento che ci sia qualcuno che lo sappia fare, che l’abbia fatto, e sono contento di remunerarlo. Compreso chi scrive software, perché scrivere software è prima un impegno per imparare, poi un lavoro. Tu lavori gratis?
    Certo, a tempo perso uno si può dedicare ad un hobby e decidere che se da questo hobby ne verrano fuori delle idee buone, di renderle pubbliche. Ma sempre di hobby si tratta. Se è un lavoro, va pagato. E questo vale anche per la musica, lo spettacolo eccetera.

  16. 2008 agosto 21 alle 7:50 pm

    @ ruppolo

    1. 5 agosto 2008

    2. io lavoro e mi faccio pagare quello che faccio. Non metto un balzello sull’uso del mio materiale che cedo oppure pretendo un pagamento per ogni idea di sviluppo ogni volta che viene applicata.
    Prendere qualcosa gratuitamente, perche’ e’ liberamente disponibile (come ha fatto apple) e poi modificarlo e farlo pagare, non solo come consulenza, ma come “idea propria” non mi sembra giusto e io non avrei mai il coraggio di farlo (si vede che non la penso come te).
    La tua idea e’ come quella delle lobby del software, come quelle delle industrie chimiche, come quelle della musica o del cinema, non la condivido nella maniera piu’ totale ed assoluta perche’ non si puo’ anteporre al lucro, al mero denaro, i principi dell’umanita’, levando il sacrosanto diritto della conoscenza a chi difende, come gli onesti cittadini, i tuoi stessi diritti fondamentali.
    Allo stesso modo trovano giustificazione i commercianti di armi, i quali dicono”be’ io vendo perche’ qualcuno compra, e se qualcuno compra significa che ne trae vantaggio e godimento. In fondo io offro cio’ che la gente mi chiede, e’ quindi sbagliato farlo e proteggere il mio lavoro?”
    Il tappo a corona, il brick, la penna a sfera etc. non “appartengono” a coloro che li hanno inventati nel momento che li hanno messi a disposizione degli altri, anche se hanno il sacrosanto diritto di essere indicati come unici inventori di qualcosa che ha migliorato il mondo (e quindi farsi pagare per delle consulenze in merito come ideatori).
    Dovresti leggere le memorie del dottore che ha scoperto il vaccino contro la meningite .. forse capiresti che il guadagno fa parte della vita ma non deve essere lo scopo finale. Il potere della conoscenza e’ un mezzo per far crescere l’intera umanita’, che non puo’ essere valutato in termini puramente economici. Se non comprendi questo, questa discussione non avra’ mai fine perche’ guardiamo in direzioni opposte.

  17. 17 Roberto Ruppolo
    2008 agosto 21 alle 8:29 pm

    @ Kijio

    1) A quella data gli iPhone potevano essere venduti solo ed esclusivamente dietro firma di un contratto con AT&T. Se un commesso te l’ha proposto senza contratto ha sbagliato. Prova ne è il fatto che su Apple Store online NON si può acquistare. In ogni caso, il telefono è utilizzabile sono in quel modo.

    2) Quindi secondo te quello che ha inventato il tappo corona doveva chiedere un centone alla ditta che faceva tappi e tanti saluti. Le altre ditte, e negli anni a venire, avrebbero potuto tranquillamente produrli anche loro. Oppure… doveva chiedere subito 1 milione di dollari alla prima ditta?
    Ma a parte questo, come avrebbe fatto la prima ditta a concorrere sul prezzo con le altre ditte, lei gravata dal costo dell’inventore del tappo e le altre no? Le altre avrebbero potuto vendere a meno prezzo guadagnandoci.
    Ma tu potresti ribadire che ogni ditta avrebbe dovuto pagare la stessa cifra, così tutti uguali. E questo non è forse il brevetto?
    L’unica differenza, l’unica variabile è se l’inventore vuole tutti i soldi subito o un po’ alla volta. Spesso non è possibile avere tutti i soldi in una volta, oltre al rischio che l’idea pagata profumatamente si riveli poi una pessima idea. Il pagare invece a royalties permette di spalmare il costo sulla produzione e negli anni, quindi anche una ditta startup con pochi soldi può iniziare a produrre un oggetto brevettato.

    Forse sarebbe meglio che tu scendessi dall’olimpo e considerassi la cosa dal punto di vista pratico. I soldi oggi servono per dar da mangiare a se stessi e alla propria famiglia. Con gli onori (essere indicati come quelli che hanno inventato bla bla) non si paga l’affitto. E nemmeno l’iPhone (ehehehheh).


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