18
Apr
08

in corea e’ scandalo internazionale … in cina e’ specialità della casa!

Non mi stupisco piu’ nulla con queste olimpiadi cinesi, e’ veramente incredibile notare come determinate non-notizie vadano sui quotidiani nazionali di maggior tiratura, mentre sembra che ci si dimentichi del “fenomeno cinese” quando fa comodo. Sembra proprio che la superficialità regni sovrana.

In cina ad esempio non e’ difficile trovare nelle città di villeggiatura, lungo la strada principale, i ristorantini tipici. Quelli che desiderano offrire il massimo, ed essere considerati di ottimo livello, sono quelli che espongono gli animali che cucinano dentro. Infatti espongono sul marciapiede acquari pieni di vari pesci e molluschi, voliere con uccelli ed infine gabbie con cani e gatti ( si si anche i micini, soprattutto se belli grassottelli, teneri si’ ,ma per i palati raffinati!). E’ cosa normale e risaputa: il cliente sceglie cosa mangiare, magari nel caso del cane/gatto prima esce, guarda e decide, tastando prima le varie zone del corpo, per verificarne la consistenza del grasso al punto giusto.

Se proprio dovete andare in cina per le olimpiadi non potete rinunciare a questa tradizione (vabe’ se non vi vergognate di andarci, completate l’opera) . Mi raccomando poi, quando avete finito, lasciate il tavolo sporco, farete onore al ristoratore ! (infatti e’ segno di aver gradito i piatti!).

Ecco, questa si che e’ una notizia che andrebbe bene, visto che le olimpiadi sono vicine e sarebbe utile far sapere ai visitatori le specialità cinese, ed e’ tradizione millenaria quanto quella coreana.

Ma questa notizia sara’ mai pubblicata?

p.s.

Sottolineo che io non critico i cinesi per le loro tradizioni, cosi’ come non critico i coreani. Ma non si puo’ accettare un mondo senza conoscerlo, od addirittura adularlo solo per fini di profitto becero, senza cercare di mediare quelle che sono le nostre tradizioni con le loro, e senza pretendere che siano rispettati i diritti fondamentali dell’uomo, e perche’ no, anche degli animali.


4 Responses to “in corea e’ scandalo internazionale … in cina e’ specialità della casa!”


  1. 2008 aprile 18 alle 6:51 pm

    Ecco se penso che ho uno shi-tsu mi vien l’ansia, chè è proprio il cane tipico cinese..
    diobono che effetto..
    baci.

  2. 2 Xio
    2008 aprile 18 alle 9:12 pm

    Bhè lasciare il tavolo sporco per dichiarare il gradimento mi sembra abbastanza lontano dalla nostra cultura, ma comprendo facilmente e mi adeguerei.

    Mangiare un animale “amico” di uno di quelli che magari ho a casa e che mi danno tanto amore e divertimento…

    …direi che sarebbe solo appagamento di rabbia e frustrazione per un uomo\donna di “cultura” occidentale. Insomma nella parte di colui\lei che esce sceglie-tasta e poi mangia, mi ci vedo bene solo qualcuno sadico e frustrato piuttosto che una persona senziente.

    Evidentemente tale notizia non avendo aspetti morbosi (sesso-droga-omicidio-psicologia) arriva ben ultima nella lista delle priorità.

    Ciao

  3. 2008 aprile 18 alle 10:32 pm

    Noi mangiamo le vacche, per gli Indù è semplicemente impensabile. Ed in fondo il cavallo, altro animale che mangiamo, non è meno adorabile di un cagnolino. Popolo che vai, tradizione che trovi. Il senso dell’articolo credo fosse che si parla della Corea per fare scandalo, ma si evita accuratamente, per puro opportunismo politico, di dire che la stessa tradizione vige in Cina. Giusto?😉

  4. 2008 aprile 19 alle 8:51 am

    @ nonsonounaoccommessa
    bello lo shi-tsu … in effetti pero’ in cina vedi piu’ bastardini che altro .. quindi sarebbe piu’ una rarita’ il tuo nel menu’ … hahaah scherzo ! .. io adoro i cani (e non allo spiedo eh!)
    sono uno di quelli che li considera il simbolo della fedelta’ per eccellenza (un rarissimo valore inestimabile)😉

    @ Xio
    diversita’ di cultura sicuramente, quello che ha messo in evidenza anche Doxaliber e’ esattamente il mio pensiero😉

    @ Doxa
    certo, hai colto in pieno.
    Desidero anche mettere in evidenza che esistono dei principi che non possono essere cancellati, ossia il rispetto della vita. Prima viene ovviamente quella umana poi quella di tutti gli altri esseri (ma subito dopo, non “con comodo e quando fa comodo”).
    Rispetto non significa non-uccidere, ma avere degli atteggiamenti che riducono o cercano di ridurre la sofferenza. Il concetto e’ “ti uccido perche’ ti mangio” cercando di farti soffrire il meno possibile (morte veloce e possibilmente indolore), non “mi diverto a vederti soffrire perche’ mi piace e perche’ tanto sei destinato ad essere macellato”.
    Per dirla ancor piu’ chiara, la penso l’esatto opposto di cartesio che diceva “gli animali non sentono dolore perche’ altrimenti lo direbbero!”.
    Finche’ in qualunque cultura o civilta’ esistera’ il pensiero o la giustificazione del piacere di veder soffrire o di uccidere per uccidere, allora secondo me, possiamo far a meno di avere rapporti commerciali con essi.
    Per quanto fruttuoso puo’ essere non puo’ derivare profitto da un’azione criminale! Parimenti giustificheremo lo spacciatore di crack od il commerciante di guerra (magari di mine anti-uomo o di quelle simil-giocattolo).


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