29
Mar
08

caso e necessità

E’ davvero incredibile come talvolta ci dimentichiamo anche per lungo tempo come i piu’ elementari sogni o semplici prospettive possano terminare in un attimo, o non avverarsi mai. Vivere, gioire, amare qualcuno follemente per un periodo indefinito, lo consideriamo come scontato: forse non oggi, non domani … ma insomma .. prima o poi e’ quasi certo. E’ il “quasi” che ci frega. Basta un sussulto, uno sguardo, un’inflessione nella voce di qualcuno, talvolta magari di qualcuno che non conosci, ma sai che quelle cose li’ le dice quasi tutti i giorni con un rassegnazione di fronte a cose piu’ grandi di lui, e tutto il mondo ti cambia improvvisamente. Mille dubbi ti affollano la mente, la prima cosa che pensi e’ senza dubbio “ma no .. ho capito male”. E’ l’agire del vigliacco, di quello che infila la testa sotto la sabbia, come se il tornado che ti si sta abbattendo contro abbia pietà del tuo nascondersi. Folle!

Ma e’ giusto allora vivere col dubbio che ogni attimo sia un semplice momento del count-down definito da qualcosa o qualcuno, che magari si diverte come deus viziati, svagati dalla fragilità ed inconsistenza umana? Od ancor peggio sottostanti al vagare di stelle e pianeti?

Non ho ovviamente soluzioni e non credo che coloro che si propongono come salvatori del mondo abbiano veramente capito come stanno le cose. E mi fanno ridere i pecoroni che gli battono le mani, soprattutto ai comizi elettorali di questi ultimi tempi. Sono evidentemente folli pure loro! Credere in un amore superiore puo’ essere una necessità inalienabile, forse puo’ essere intesa come una fragilità umana. Ma credere in un palese cretino, bugiardo e perfino spergiuro e’ veramente da imbecilli!

Posso solo stringere la mano a tutti coloro che nel momento che si accorgono della veridicità delle mie parole, perchè le vivono come le vivo io, dicano:- aaaa Kijio … ma vaffanculo va’!😀

Si’ perchè non c’e’ soluzione. Meglio ancora: talvolta è proprio insensato voler cercare la soluzione a qualcosa che non e’ un problema. E’ solo la conseguenza della nostra esistenza e per dirla alla Democrito “cio’ che esiste è frutto della necessita’ e del caso”. Non ci rimane che prenderne atto, lottare con le nostre forze rimanendo stoici, umani fino all’ultimo, magari con un pizzico di ironia che non guasta mai!. Se poi qualcosa ci va bene … possiamo sempre esclamare:- o che culo!😛


7 Responses to “caso e necessità”


  1. 2008 marzo 30 alle 10:46 pm

    Magari un po’ zen, ma forse la soluzione e’ quella di non cercare la gioia nelle cose, nei sogni realizzati o da realizzare, e forse la vera soluzione e’ non cercare la gioia per niente. Non cercare niente. Pare un po’ difficile. Ma se pensi a come il mondo intorno a noi specula sui bisogni e sulle aspettative umane, ti viene un po’ piu facile approcciare questa “Via Negativa”.
    D’altra parte se la vita deve essere un correre appresso alla gioia, correre appresso a sogni, che come dici tu, sono effimerita’, beh, o siamo caduti in basso come esseri viventi, oppure vivere e’ un affare alquanto squallido.

    E no, non mi sento un salvatore del mondo. Mi sento soltanto disgustato dai grandi standard che ci vengono proposti “de facto”.

  2. 4 Xio
    2008 marzo 31 alle 5:37 am

    in sintesi: quoto finferflu

  3. 2008 marzo 31 alle 10:08 am

    @ Artemisia65
    grazie😉

    @finferflu
    concordo con te. Tieni presente che c’e’ differenza fra lo “standardizzare” per rendere qualcosa di comunemente fruibile (in termini tecnici e scientifici) cosi’ come lo intendo io, ed invece “normalizzare” per avere tutto sotto controllo (come fanno le lobby od i partiti politici, obbligando a scegliere per forza i loro prodotti o le loro idee).
    Lo spirito e la logica e’: – se e’ “normale allora vuol dire che e’ comunemente accetta. Se lo e’ allora e’ cosa buona e giusta, ed una sua variazione e’ solo spreco di risorse, idee e tempo”. La stessa cosa di molti intellettuali economisti che dicono “questo mondo e’ il migliore possibile perche’ e’ quello che esiste, altri non ce ne sono”.

    @ Oscar
    dopo popper che invitava a passare da democrazia al “consiglio dei saggi” (mi domando chi ci avrebbe messo, lui e qualche suo amico???); mi mancava proprio la casocrazia (che secondo me va bel aldila’, in senso veramente positivo, delle varie proposte riformiste). Grazie per la segnalazione .. peccato che non sei in toscana😉 altrimenti ti votavo!

  4. 6 JOe
    2008 aprile 2 alle 2:05 pm

    ..ma ragazzi..bisogna avere fede! il signore lassù ci guarda!..così mi dicevano sempre le suore a scuola…
    sì dio esiste, e la prova è che si rpende gioco di me.😛

    hmm straquoto finferflu.
    Cioè alla fine non è tanto dove si è arrivati e quando, o cosa si è ottenuto. ma è sempre il come che fa la differenza.
    Quello che hai fatto per arrivare lì, per ottenere quello. E non importa se poi ci sei arrivato o non l’hai ottenuto. Basterà il durante.
    E se non potrai dire “che culo!” potrai almeno dire “io ho fatto il mio, e non ho rimpianti”
    booh!
    that’s life veci! bèa vita x’è dùra!
    “quello che non ho è quel che non mi manca”/”non mi manca niente, non ho niente”

  5. 2008 aprile 2 alle 9:02 pm

    @ JOe
    mi sei troppo criptica …
    se quello che non hai e’ quello che non ti manca ok ..
    ma se non ti manca niente vuol dire che hai tutto .. non nulla ..
    vabe’ .. fuori dalla finestra tempo di cacca in arrivo .. vado a cena che e’ meglio!😛


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