12
Feb
08

liberta’ e sicurezza (su internet e non solo)

C’e’ un tema scottante che ogni tanto ritorna sui canali di informazione, e’ quello che unisce la sicurezza con la limitazione della libertà.

Libertà, parola che dice e non dice, simile alla parola amore. In fin dei conti, come quest’ultima non ha un’importanza intrinseca, ma prende valore a seconda del contesto in cui e’ detta e soprattutto chi la cita, la sua intenzione e lo scopo per cui e’ usata.

Riprendendo la simpatica citazione americana di atidem, copio anch’io la sua idea, proponendo un’altra citazione di Benjamin Franklin:

Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza

 E’ da questo punto che a mio avviso bisogna partire. Negare la libertà controllandola in maniera maniacale, per intrappolare i possibili “criminali”, è in maniera lapalissiana dannosa, oltreché inutile e dispendiosa.

Controllare e’ limitare, quando si esige di prevenire una mala azione verificando tutto quello che gli altri fanno, tanto peggio se obbligo poi ad usare solo determinati sistemi di comunicazione perche’ solo quelli possono, presumibilmente, essere meglio usati per il controllo.

E’ quello che avviene tutti i giorni quando sento parlare di controllo dell’informazione su internet, un vero abominio. Si violano una marea di diritti umani. In primis quello della proprietà privata. Controllare le informazioni su un computer posto in una casa dall’esterno via internet implica gia’ da se la violazione non solo della privacy ma soprattutto del contenuto di qualcosa che è proprieta’ privata.

Il peggio e’ che la gente crede che se si fa controllare, allora e’ sicura. E’ il concetto del drm, una pappa pronta che promette agli ignoranti informatici e agli utilizzatori del computer che definirei piu’ utonti che utenti. E’ la stessa cosa per i moltissimi tools antivirus e antispam che si collegano ai propri server per verificare la correttezza dei dati nel computer altrui, spesso dedicati per sistemi operativi farlocchi (e non mi dite che un sistema operativo che permette virus, trojan ed altre ciofeghe simili sia “sicuro”!).

La questione e’:”vuoi essere libero o vuoi essere controllato?” non “vuoi essere sicuro?”.   Se si ritiene il proprio diritto di esprimere secondario, allora possiamo utilizzare vari strumenti informatici che ci assicurano con un buon margine la funzionalità del computer; se invece riteniamo prioritaria la libertà delle nostre espressioni allora dobbiamo metterci il cuore in pace, perche’ la “pappa pronta” non esiste, dobbiamo:

  1. esseri consapevoli degli strumenti che usiamo (se usiamo un computer per esprimerci utilizziamo uno strumento che tocca i nostri diritti, cosi’ come lo e’ il parlare in pubblico, od il rappresentare ad un incontro un gruppo di persone), e quindi il computer non e’ una lavatrice, non e’ un tostapane!. Se parlate con mandato da un associazione od un’azienda, che vi da la rappresentanza parlate a caso, oppure l’italiano lo dovete conoscere correttamente? Stessa cosa col computer, dovete conoscere cosa usate!
  2. sapere che le nostre idee interessano non solo noi, quindi occorre che tali manifestazioni siano rispettose degli altri e permettano anche una critica, ma sempre e comunque in entrambi i lati ci deve essere rispetto ed educazione. Limitare la libertà di espressione per la sicurezza significa impedire un contatto spontaneo e diretto perchè filtrato, vagliato e successivamente approvato a seconda del grado ritenuto idoneo per la sicurezza stessa.

Ovviamente è fatto salvo la verifica dei contenuti informatici e di espressione quando essi violino gli stessi diritti o costituiscano reato, sempre ché l’autorità detenuta alla verifica stessa garantisca in tutti modi la presunzione d’innocenza.

Concludo affermando che questa è solo l’idea di una persona appassionata di informatica, che non si ritiene esperta ma consapevole della propria ignoranza in materia. Non comprendo come molti rinuncino facilmente alla possibilità di aumentare la propria libertà, o per meglio dire, di limitare la schiavitù verso coloro che ritengono l’informazione e l’informatica solo uno stumento da usare.


5 Responses to “liberta’ e sicurezza (su internet e non solo)”


  1. 2008 febbraio 13 alle 12:06 pm

    Sono d´accordo, tra l´altro in questi giorni è emblematico il caso della lista dei professori ebrei lobbaroli che, cancellata o fatta chiudere d´autorità, spunta fuori da mille altre parti.

  2. 2008 febbraio 13 alle 12:38 pm

    @ Oscar
    si, sottolinei una cosa poi importantissima, se dai enfasi a qualcosa, indipendentemente se buono o cattivo un sacco di gente correra’ ad informarsi in merito .. quindi negare la visione di qualcosa di cattivo non basta, o meglio non serve, l’operazione va fatta a monte permettendo a tutti di conoscere, senza limiti. Tra l’altro non ho capito se oltre la lista dei nomi c’era associati degli insulti oppure solo una lista di nomi e basta. In caso di insulti posso capire benissimo la richiesta di cancellazione … ma sinceramente a me sapere se ci sono come professori 20 ebrei in una universita’ o 50 o 60 massoni o 120 che hanno la pelle gialla/bianca/nera/rossa o 500 iscritti al PgI (partito gnocche italiane) .. non fa la differenza … a me importa che chi insegna sia abilitato a farlo, lo faccia nei suoi limiti e sia capace di insegnare, aiutare nella propria materia, in maniera oggettiva ed umana gli studenti, punto, stop, il resto e’ solo fuffa!.

  3. 2008 febbraio 16 alle 4:38 pm

    ottima riflessione.
    direi che c’è poco da aggiungere, hai già detto tutto🙂

  4. 2008 febbraio 18 alle 7:01 pm

    Questa frase mi ha colpito.

    Quanti sanno cosa stanno usando, me compreso?

  5. 2008 febbraio 19 alle 7:27 pm

    @ Andrea Vannini
    mi fa piacere che faccia riflettere quello che espongo, capisco benissimo che siamo tutti rincitrulliti da una rete di informazioni che punta a sottolineare taluni aspetti, talvolta stravolgendone il significato. Le implicazioni sono molteplici, sia politiche che commerciali. Rimane il fatto che spesso anch’io mi trovo a riflettere e darmi schiaffi sulla fronte dicendo:”ma che cacchio di pregiudizio che ho verso questo o quello”. La tecnica del FUD, della moda, della presunta “comodita’ digitale sicura” funziona purtroppo anche con gente come me, che tende essere sempre “bastian contrario” alle mode😉


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: