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precari d’italia comunisti

Sapete bene come la penso, comunismo e fascismo pari sono come ideologie. In Italia il comunismo e’ sempre stato visto, in primis, come difesa del lavoratore e su questo non ho nulla da dire, anzi credo fondamentale l’applicazione dei diritti umani a chi lavora, dipendente od imprenditore che sia. Certo il modello comunista e’ quanto mai erroneo fin dalle premesse (gli uomini non sono uguali, e’ l’accettazione ed il riconoscimento rispettoso ed umano delle diversità proprie ed altrui che rendere liberi), non certo con costrizioni e calpestando diritti umani come la proprietà.

Adesso i lavoratori prendono delle belle pugnalate alle spalle da coloro che hanno eletto. Si perche’ molti precari votano comunista, non perche’ credano in lenin, ma perche’ sperano che qualcuno li difenda contro governanti ignoranti,  superficiali, che prevaricano con i loro egoismi e le loro amicizie.

Nulla di piu’ erroneo, come sperare di curarsi i mali pagando la fattucchiera televisiva di turno!

Adesso i precari sono nei guai grossi, soprattutto chi fa ricerca. Ore di lavoro estremamente specializzate e dannatamente mal pagate. Ora sono perfino maltrattati! ma poi da esponenti comunisti (ci sarebbe da ridere amaramente se non piangessi copiosamente con loro).

Un abbraccio a tutti i ricercatori del precariato! Solo chi ha provato a lavorare 14 ore di seguito con 3 caffe’ ed un panino per anni, per 6 giorni la settimana, puo’ comprendere lo stato di rabbia e frustatrazione di un precario che fa ricerca!

Poi c’e’ chi si scandalizza (soprattutto i politici) che i ricercatori vanno in america … ma andassero a fannn …


14 Responses to “precari d’italia comunisti”


  1. 2007 dicembre 3 alle 5:03 pm

    Finché non capiranno che i ricercatori sono una delle più grandi risorse per l’Italia, non cambierà nulla. Ma più in generale, finché avremo politici che si dichiarano comunisti che non sanno nemmeno che cos’è il comunismo, non si andrà da nessuna parte.

  2. 2007 dicembre 4 alle 2:26 pm

    quoto il post..soprattutto la destinazione finale

  3. 2007 dicembre 7 alle 3:10 pm

    io la vedo così:
    ricercatori => conoscenza => tecnologie/medicina => lavoro/salute => economia/benessere => crescita del paese

    forse loro no?

  4. 4 Reed
    2008 agosto 31 alle 2:32 pm

    Non sapevo che la proprieta’ di una fabbrica o di una banca fosse un “diritto umano”.
    I comunisti sono per abolire la proprieta’ privata dei mezzi di produzione e scambio in favore della proprieta’ comune di essi. Si chiamava economia di stato pianificata. Lo Stato proletario non certo lo stato “democratico” dei capitalisti o peggio ancora lo stato reazionario totalitario del fascio o dei nazi. Questo era il sistema comunista storicamente realizzato in certi paesi.
    Inoltre l’ideologia comunista e socialista non ha mai detto che “gli uomini sono tutti uguali” infatti nella economia capitalista ci sono i poveri e ci sono i ricchi sfruttatori.
    Fine dei comunisti e socialisti marxisti era quello di invitare il popolo alla rivoluzione contro i capitalisti. Il programma fondamentale del partito comunista e’ dunque di guidare il popolo lavoratore alla conquista del potere politico, abbattere la dittatura dei capitalisti, instaurare la dittatura del popolo lavoratore ed assicurare il completo trionfo del sistema socialista fondato sul potere dei lavoratori e sull’economia di stato pianificata ed il conseguente impiego del profitto per il bene del popolo in termini di case, scuole, ospedali, istruzione, sanita’ e via dicendo.

    Io non so “come la pensi” ma comunismo e fascio sono due cose completamente diverse.
    Il comunismo e’ la proprieta’ comune dei mezzi di produzione e scambio con il governo dei lavoratori. Il fascio e’ il braccio armato dei padroni contro il popolo lavoratore quindi assolutamente non sono la stessa cosa per niente. Se in tempo di “pace” i liberali, i democristiani, i popolari, i socialdemocratici sono i servi in giacca e cravata dei padroni contro il popolo lavoratore in tempi di ribellione dei lavoratori contro i padroni sfruttatori il fascio ha rappresentato il braccio armato, violento e barbaro dei padroni.

  5. 2008 agosto 31 alle 10:04 pm

    @ Reed
    hai ragione, ti chiedo umilmente scusa.
    Per i comunisti esistono “loro” i giusti, eppoi esistono gli “altri” che nella migliore delle ipotesi sono dei servi o nella peggiore ipotesi sono dei criminali assassini.

    Ritengo di aver studiato marx e letto lenin, guevara e togliatti troppo in fretta (e mi dispiace sinceramente).
    Non esistono pari uomini nel comunismo militante da te espresso, ma comunisti e “qualunquisti”.
    Non esistono diritti fondamentali dell’uomo (quando mai il comunismo si sposa con umanità?). Non ci deve essere uguaglianza di trattamento ma la distruzione di coloro che non la pensano come te.
    Pero’ se ditruggi tutti quelli che non la pensano come te finisce che rimangono quelli che sono uguali nei pensieri, sbaglio? Quindi nel futuro che tu proponi non ci sono fascisti, democristiani, popolari etc. .. insomma solo comunisti …. ho sbagliato quindi nei tempi .. gli uomini “non sono tutti uguali” ma lo saranno con l’avvento del comunismo. Sbaglio?
    Comunismo e fascismo (ed aggiungo capitalismo) hanno nascita e contenuti differenti ma entrambi hanno portato morte, fame e distruzione, in fin dei conti, praticamente, hanno raggiunto gli stessi risultati. Come si chiama la relazione che unisce due formule che seppure differenti nelle variabili portano allo stesso risultato? In matematica UGUAGLIANZA.
    Io non posso credere in ideologie che vedono la singola persona secondaria rispetto all’ideale, alla cancellazione di opionioni differenti dalle mie perche’ ritenute aprioristicamente errate.
    Non vedo un mondo di lavoratori, padroni e lecchini, ma un mondo di ingiustizie in cui la stupidità umana e l’egoismo prevale sulla considerazione del singolo.
    Ritengo che solo considerando il singolo si possa migliorare la società che ci circonda. Solo difendendo i suoi diritti inalienabili (diritto al lavoro, alla famiglia, alla proprietà etc.) possiamo creare un mondo migliore.
    In fin dei conti sono un utopista come te, entrambi uguali nel credere in un mondo che non verra’ mai alla luce.

  6. 6 Reed
    2008 settembre 4 alle 10:17 pm

    E ridagliela con il “diritto alla proprieta’”.
    I ricchi saranno felici che TU difendi il loro “diritto” ad essere proprietari di aziende, di banche e via dicendo.
    Qualcuno e’ ricco perche’ ha “diritto” (mah?) alla proprieta’ mentre altri che queste proprieta’ non ce l’hanno sono poveri e si contentano del salario.
    Qualcuno lavora e prende il salario mentre il profitto delle vendita di cio’ che ha prodotto con il suo lavoro va al padrone. Quello che ha “diritto” alla proprieta’ dell’azienda.
    Ed i servizi sociali sono ridotti ai minimi termini perche’ secondo te qualcuno (pochi) ha “diritto” alla proprieta’ del vapore.
    Viva il “diritto” (dei pochi) alla proprieta’ dei mezzi per produrre e scambiare!
    Viva il “diritto” dei padroni ad essere padroni eh?
    Troppo facile bello mio fare il bastian contrario su tutto. Prendersela con i comunisti, con i fasci, poi con i padroni capitalisti e sputar sentenze sdegnate contro la stupidita’ umana.
    Ma giustamente hai diritto al tuo punto di vista tizio.
    Dal mio punto di vista e’ stupidita’ umana anche pensare che i pochi hanno “diritto” alla proprieta’ dei mezzi di produzione ed ai profitti che derivano da cio’ che chi lavora ha prodotto mentre i molti, i lavoratori, si devono accontentare del salario.
    Eh che bello pensarla come te eh? Criticare tutto e non schierarsi mai eh?
    Abbiamo appreso che tu pensi che la proprieta’ (dei mezzi di produzione e scambio) e’ un diritto umano “inalienabile”. Ok non sia mai che arriva di nuovo il comunismo e cosi lo Stato si prende tutto ed usa i profitti per il bene del popolo eh?
    Ah ma certo i regimi comunisti storici magari non sempre hanno fatto il bene del popolo. Ah scusa allora se alcuni hanno sbagliato rinunciamo alla sola idea possibile per garantire all’umanita’ la liberazione dai padroni, dallo sfruttamento dei pochi sui molti.
    Del resto la proprieta’ (del vapore) e’ “diritto inalienabile” ok.
    L’hai detto tu.
    Che bello!
    I ricchi ti ringraziano.

  7. 7 Reed
    2008 settembre 4 alle 10:35 pm

    Qui non si tratta caro mio di fare l’avvocato difensore del comunismo.
    I regimi comunisti storici hanno commesso errori clamorosi producendo dispotismo.
    Ma il punto e’: e’ un diritto umano la proprieta’?
    La proprieta’ di che cosa?
    Su questo pianeta siamo 6 miliardi circa di esseri umani, la maggior parte dei quali vive in poverta’.
    I pochi – i ricchi – hanno la proprieta’ di cio’ che li rende ricchi cioe’ delle aziende. I molti non hanno questa proprieta’ e dunque sono poveri. Lavorano e si contentano volenti o nolenti del misero salario.
    Ora quando parlo di ricchi non mi riferisco al commerciante, al cittadino del ceto medio benestante.
    Penso ai ricchi quelli veri, i padroni del vapore, gli industriali, banchieri and company.
    Loro (pochi) hanno “diritto” ad essere padroni del vapore.
    Noi (tanti) lavoriamo e ci prendiamo il salario. Loro (pochi) cioe’ i padroni del vapore si prendono il profitto ricavato dalla vendita di cio’ che noi (tanti) abbiamo prodotto.
    Loro si comprano ville, yacht da 70 metri e passa, fanno la bella vita nel lusso.
    Noi (tanti) contiamo i soldi per sperare di arrivare alla fine del mese.
    Ma dal momento che TU (e molti altri che come te la pensano) dici che la proprieta’ e’ diritto “inalienabile” addirittura diritto “umano” dobbiamo rassegnarci e stare zitti.
    Ma questo “inalienabile diritto alla proprieta’” vale per tutti o solo per pochi?
    Io dico che vale per pochi.
    Se no anche io avrei in quanto uomo il mio “inalienabile diritto” ad essere proprietario di una bella azienda no?
    Eppure no! E perche’? Allora e’ una violazione del mio diritto umano alla “sacra inalienabile” proprieta’!
    E quando io potro soddisfare il mio presunto “sacro inalienabile” diritto alla proprieta’ di una azienda? Di una banca? Di una villa con piscina? Di uno yacht da 100 metri?
    Mai!
    Perche’? Perche’ non ho soldi per acquisire queste proprieta’ ne’ mai ne avro’ abbastanza per acquisirle.
    Ma allora i miei diritti umani sono violati?
    Allora questo “diritto alla proprita’” di cui parli e’ un diritto che non e’ “umano”.
    E’ un diritto per una piccola parte dell’umanita’. La maggioranza dell’umanita’ questa proprieta’ non ce l’ha ne’ ce l’avra’ mai.

  8. 2008 settembre 5 alle 12:24 pm

    la proprietà e’ un diritto
    la vita e’ un diritto
    la liberta’ di parola e’ un diritto
    proprieta’ e’ il potere di disporre di qualcosa perche’ nessun altro deve privarti delle tue mutande, della tua penna, del tuo corpo in maniera arbitraria (e’ solo tuo e sta a te saperne farne buon uso, senza usare quello che possiedi in maniera nociva verso i tuoi simili).
    Quello che possiedo non e’ un mezzo di produzione, io non sono facente parte di una classe sociale (non lo sono perche’ NON MI SENTO FARNE PARTE), e credo che chi mi agisce con potere non lo fa sempre con il solo scopo di prevaricare (hai mai avuto qualcuno che ti insegnava solo per amore?).
    Io non sono il lecchino di nessuno ma credo nel diritto di espandere le proprie conoscenze cosi’ come di dare la possibilita’ ad un altro di comprarsi la macchina nuova. Il libro e’ mio, nessuno me lo deve togliere, la macchina e’ sua e ci puo’ fare quello che vuole purche’ non danneggi gli altri.
    Non riusciremo mai a capirci perche’ tu credi fermamente che esista da una parte i mezzi produzione e da una parte i lavoratori, io invece credo che esista solo l’essere umano, le sue necessita’, i suoi difetti, la possibilita’ di migliorarsi aiutando gli altri e se steso.
    E’ inutile che tu promuova le tue idee ed io riconfermi le mie, mi sembra inutile, siamo su piani differenti, su pianeti di idee lontani anni luce.

    Per inciso il tuo ragionamento non e’ logico poiche’ non puo’ definirsi non “umano” qualcosa che pochi possiedono. E’ una ragione in piu’ per definirlo maggiormente, per far capire a chi approfitta del proprio potere che l’uso di tale diritto e’ sbagliato, cosi’ come il diritto alla liberta’ di parola non autorizza ad insultare.

    Che poi l’essere umano sia superficiale ed egoista, be’ mi sembra evidente .. ma negare un diritto perche’ chi ne fa uso sbaglia e’ il primo passo per la caccia alle streghe. Facile negare qualcosa agli altri che magari desideriamo e sappiamo che non avremo mai, piu’ difficile saper donare se stessi agli altri; ancor piu’ difficile difendere i diritti altrui e fare in modo che valga PER TUTTI.

  9. 9 Reed
    2008 settembre 9 alle 1:50 pm

    Hai scritto tante parole per non dire niente.
    Come ripeto il punto fondamentale e’ la proprieta’ dei mezzi di produzione e scambio. Finche’ essi sono in mano di una piccola minoranza di persone non ci sara’ mai giustizia sociale e quindi nemmeno vera liberta’. Se tali mezzi fossero proprieta’ del popolo forse sarebbe diverso, forse.
    Ciao

  10. 2008 settembre 10 alle 3:39 pm

    @ Reed
    non c’e’ peggior sordi di chi no vuol sentire
    tu hai scritto 4 righe (5 col ciao) in cui sostieni la tua tesi senza minimamente considerare la mia, ti confermi come coloro che tu critichi, un superficiale sostenitore delle tue sole idee.
    Ti rispondo nel tuo stessi tono: le tue sono parole desuete e contraddittorie (se neghi la proprieta’ come diritto del singolo allora neghi anche quella del “popolo”). Posso difendere il tuo diritto di esprimere le tue idee, ma certo non accettero’ mai la tua teoria che porterebbe “al mondo nuovo” disegnato da A. Huxley.

  11. 2008 ottobre 9 alle 1:21 pm

    E’ piu’ criminale fondare un banca che rapinarla diceva il comunista Berthold Brecht.
    Aveva ragione. Oggi i vari governi dei padroni, di centro sinistra o centro destra, fanno a gara per approvare leggi per far si che lo Stato paghi i debiti delle banche gestite in modo criminale dai capitalisti.
    Allora sarebbe il caso di nazionalizzare le banche no? Visto che lo Stato con i nostri soldi deve pagare i debiti fatti dai banchieri capitalisti sarebbe il caso di fare una bella legge e nazionalizzare il sistema bancario.
    Certo sarebbe anche il caso di fare la rivoluzione comunista che sarebbe molto meglio per la maggioranza del popolo ma si procede a piccoli passi.
    La ricetta comunista come anche la ricetta socialista diceva che nazionalizzare vari settori dell’economia e porre alla guida delle nuove aziende di stato dei comunisti che lavorino per il popolo era una cosa buona e giusta.
    E’ vero!
    Se pensate a quanto sfruttameto i capitalisti padroni di tutto fanno a danno dei popoli come si fa a non essere comunisti?
    Nazionalizzare la produzione, la grande distribuzione, il sistema di credito e finanza cioe’ le banche. Realizzare una economia di Stato pianificata sotto il governo del popolo.
    Questa la unica ricetta giusta che esiste per dare una speranza a questa umanita’ sotto il giogo dei capitalisti.

  12. 2008 ottobre 9 alle 6:12 pm

    @ Reed
    siche’ non c’e’ speranza .. il mondo e’ diviso fra padroni e schiavi proletari … non è composto da uomini giusti ed uomini egoisti. Nessuna speranza col mondo attuale ! Solo l’economia di stato puo’ salvarci:
    ha tentato stalin -> milioni di morti di fame … senza contare i deportarti perche’ magari la pensavano in maniera differente dalla sua …
    ha tentato mao -> oltre 3 milioni di morti di fame ed ancora si insiste con la politica di stato che tu tanto ami in cina .. con decina di migliaia di fucilati anche per crimini ” di pensiero”.
    Parliamo di pol pot? parliamo del burma? della cambogia? del vietanm? del ciad ? della corea del nor? dei “cari ragazzi” in sudamerica che per affermare le loro idee anticapitaliste rapiscono persone inermi, maltrattandole prima ed uccidendole dopo, solo perche’ la pensano diversamente da te?
    vuoi questo? allora parti … impara lo spagnolo ed arruolati .. impererai ad uccidere capitalisti .. magari con i soldi dei signori della droga che finanziano le sommosse e che sfruttano con le coltivazioni di coca i poteri contadini … ma a te che importa? l’importate non e’ l’essere umano nell’immediato o nel concreto … e’ l’affermarsi della tua idea, lontana ma certa .. che cosi’ facendo tutto si risolva.
    Ti do un consiglio .. leggiti la fattoria degli animali .. ha piu’ morale quel libro che l’insieme delle pubblicazioni di lenin e mao.

  13. 2008 ottobre 16 alle 1:23 pm

    La nostra societa’ si basa su di una minoranza di ricchi e su di una maggioranza di poveri. La societa’ e’ organizzata in modo tale che una piccola minoranza ha un mucchio di soldi, milioni e milioni di euro, e’ padrona della produzione, della distribuzione, del credito, di tutto insomma. La maggioranza deve accontentarsi di 1000 o 1500 euro al mese, anche meno. Questa minoranza che e’ ricca con milioni e milioni di euro sono chiamati capitalisti. Loro si prendono i profitti, noi ci prendiamo il misero salario.
    Il programma comunista voleva che questa minoranza di sfruttatori fosse espropriata – senza se e senza ma – e che i loro beni fossero proprieta’ del nuovo Stato del popolo. L’economia di Stato pianificata era la soluzione che i comunisti e socialisti marxisti avevano scelto per eliminare i capitalisti e spendere gli utili di questi profitti per il popolo, stabilire i prezzi, dare a ciascuno secondo i suoi bisogni. Istruzione gratuita, sanita’ gratuita, servizi sociali e via dicendo. Il comunismo in pratica era quella roba li pur con tutti i suoi difetti. Il sistema socialista dunque. La nostra societa’ invece e’ ancora organizzata su questo principio di sfruttamento dove una minoranza di persone – i capitalisti – hanno il dominio su tutti gli altri, sono classe dominante. Noi tutti lavoriamo per loro. Loro sono ricchi ed aumentano le loro ricchezze con i profitti che noi produciamo lavorando in cambio del salario. Loro si tengono i profitti e noi ci teniamo i nostri 1000 euro al mese piu’ o meno, parlo in generale! Chi piu’ e chi meno ma il senso e’ quello.
    Noi paghiamo le tasse, loro pagano le tasse quando han voglia se no mettono i loro capitali in qualche paradiso fiscale e via.
    In un contesto del genere parlare di democrazia e’ piuttosto futile. La democrazia sarebbe la libera scelta tra liste diverse per eleggere persone che vanno in parlamento ad approvare leggi? Capisco.
    E quali interessi rappresentano i governi europei? I governi di centro sinistra o di centro destra? I governi progressisti o conservatori? Gli interessi della classe dominante cioe’ i capitalisti, quelli che hanno milioni di euro, quelli che sono padroni di tutto, quelli per i quali noi dobbiamo lavorare producendo i beni e servizi che una volta scambiati creano il loro (dei padroni) profitto mentre noi ci contentiamo volenti o nolenti del salario. Tutti i governi di centro sinistra o di centro destra sono i governi della classe capitalistica dominante. Tutte le politiche fatte da questi governi sono per favorire gli interessi dei capitalisti. I padroni di tutto. Perche’ capitalisti come Colaninno (tra i tanti) appoggiano il Partito Democratico? Perche’ sono buoni e vogliono dare piu’ soldi ai lavoratori? Non direi proprio! Per niente! per motivi di interesse loro ed esclusivamente loro. I ricchi con milioni di euro. Un esempio? Berlusconi e’ milionario. Quanto potrebbe fare per i cittadini uno Stato che avesse a disposizione i milioni di euro anche solo di Berlusconi? Per non parlare di tutti gli altri capitalisti. Non e’ mai esistito nella Storia altro modo per abbattere la classe capitalistica dominante che non la rivoluzione comunista del popolo. Che non l’esproprio dei capitalisti e dunque la statizzazione di tutti i beni di produzione e scambio, di tutti i soldi dei ricchi signori, di tutto cio’ che prima apparteneva alla classe dei padroni rovesciata dalla rivoluzione comunista o socialista che dir si voglia. Non e’ mai esistito nella Storia altro mezzo che non la economia di stato pianificata creata dai comunisti al potere per provare ad organizzare una equa distribuzione delle ricchezze prodotte a tutto il popolo e non solo una minoranza. Ci sono riusciti? In parte si ed in parte no ed infatti poi sono andati in crisi e sono caduti poveri comunisti eh? La nostra societa’ con la economia di mercato e dunque con la presenza dei capitalisti e’ per sua natura profonda basata sul fatto che una minoranza di persone deve essere ricca e padrona di tutto ed una maggioranza di persona deve lavorare per conto di questi Signori in cambio del salario. Salario stesso che per definizione e natura del modo di produzione capitalistico deve essere il piu’ basso possibile in quanto interesse del capitalista e’ avere il maggior profitto al minor costo possibile. Il costo del lavoro dunque e’ il primo che il capitalista ha interesse a tenere basso o il piu’ basso possibile nelle condizioni date.
    Il capitalista ha dunque interesse a spendere poco e guadagnare tanto. Il capitalista e’ tale perche’ ha grandi capitali e questi capitali unitamente alle leggi dello Stato della sua classe sociale cioe’ appunto la classe capitalistica gli consente di essere padrone. Padrone di una fabbrica, di una banca, di palazzi, di tutti i mezzi che danno la possibilita’ di trarre profitto. Profitto dalla produzione industriale ed agricola, profitto dal sistema di credito, profitto dagli affitti. Profitto in poche parole dallo sfruttamento dell’uomo – il capitalista – sull’uomo (il lavoratore). Sfruttamento dell’uomo padrone sull’uomo non padrone.
    La questione della proprieta’ – della quale quel “vetero” comunista di Ferrando parla cosi spesso – non e’ dunque secondaria o fuori moda ma punto centrale dell’organizzazione di tutta la societa’ nella quale viviamo. La societa’ della classe capitalistica e’ organizzata in modo che pochi abbiamo tanto e tanti abbiano poco. Il profitto dei pochi ed il salario dei molti. Il lavoratore vende la sua opera in cambio del salario. Con questo salario ricevuto dal padrone paga l’affitto ad un altro padrone. Se ha bisogno di cure paga le cure ad un altro padrone. Se ha bisogno di istruzione paga la scuola. Se ha bisogno di qualsiasi cosa paga ad altri padroni sperando che il suo salario sia sufficiente in attesa del prossimo salario mentre il suo padrone diventa sempre piu’ ricco grazie al profitto ottenuto vendendo cio’ che lui lavoratore ha prodotto con la sua opera. Ma il Muro di Berlino e’ caduto, e’ caduto il comunismo brutto e cattivo, ora siamo tutti liberi di continuare ad arricchire i padroni con la nostra opera, che bello!

  14. 2008 ottobre 16 alle 1:26 pm

    Il Partito Comunista d’Italia (Sezione dell’Internazionale Comunista) è costituito sulla base dei seguenti principi:

    1. Nell’attuale regime sociale capitalistico si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive ed i rapporti di produzione, dando origine alla antitesi di interessi ed alla lotta di classe fra il proletariato e la borghesia dominante.

    2. Gli attuali rapporti di produzione sono protetti e difesi dal potere dello Stato borghese che, fondato sul sistema rappresentativo della democrazia, costituisce l’organo della difesa degli interessi della classe capitalistica.

    3. Il proletariato non può infrangere né modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione da cui deriva il suo sfruttamento, senza l’abbattimento violento del potere borghese.

    4. L’organo indispensabile della lotta rivoluzionaria del proletariato è il partito politico di classe. Il Partito Comunista, riunendo in sé la parte più avanzata e cosciente del proletariato, unifica gli sforzi delle masse lavoratrici, volgendoli dalle lotte per gli interessi di gruppi e per risultati contingenti alla lotta per l’emancipazione rivoluzionaria del proletariato. Il Partito ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza rivoluzionaria, di organizzare i mezzi materiali di azione e di dirigere, nello svolgimento della lotta, il proletariato.

    5. La guerra mondiale, causata dalle intime, insanabili contraddizioni del sistema capitalistico che produssero l’imperialismo moderno, ha aperto la crisi di disgregazione del capitalismo in cui la lotta di classe non può che risolversi in conflitto armato tra le masse lavoratrici ed il potere degli Stati borghesi.

    6. Dopo l’abbattimento del potere borghese, il proletariato non può organizzarsi in classe dominante che con la distruzione dell’apparato di stato borghese e con l’instaurazione della propria dittatura, ossia basando le rappresentanze elettive dello Stato sulla sola classe produttiva ed escludendo da ogni diritto politico la classe borghese.

    7. La forma di rappresentanza politica nello Stato proletario è il sistema dei Consigli dei lavoratori (operai e contadini), già in atto nella rivoluzione russa, inizio della Rivoluzione proletaria mondiale e prima stabile realizzazione della dittatura proletaria.

    8. La necessaria difesa dello Stato proletario contro tutti i tentativi controrivoluzionari può essere assicurata solo col togliere alla borghesia ed ai partiti avversi alla dittatura proletaria ogni mezzo di agitazione e di pro-paganda politica e con la organizzazione armata del proletariato per respingere gli attacchi interni ed esterni.

    9. Solo lo Stato proletario potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive misure di intervento nei rapporti della economia sociale con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema capitalistico con il sistema socialista e la gestione dello Stato proletario della produzione e della distribuzione.

    10. Per effetto di questa trasformazione economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attività della vita sociale eliminandosi la divisione della società in classi, andrà nel tempo anche eliminandosi la necessità dello Stato politico inteso come strumento di oppressione e sfruttamento di una classe su di un altra classe, Stato il cui ingranaggio si ridurrà progressivamente a quello della razionale amministrazione delle attività umane.


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