27
Nov
07

i sistemi proprietari possono fare didattica per principio?

Questo articolo nasce da semplici considerazioni. Piu’ volte ho discusso con gli appassionati e sostenitori del mondo proprietario sull’educazione sull’uso delle nuove tecnologie alla gioventù. Non sono un docente di didattica, ma una cosa e’ lampante: i giovani devono scoprire e capire cosa usano. Questo significa aumentare la propria consapevolezza degli strumenti moderni, con la possibilità di incrementare la propria fantasia intravedendo nuove possibilità applicative e non finire schiavi della tecnologia.

Ora anche coloro che sono tifosi di finestre concorderanno col sottoscritto che:

1- i sistemi proprietari premettono che la prima regola e’: non modificare quello che qualcuno ti propone come soluzione informatica, anzi, la cosa e’ severamente vietata!

2- condividere le informazioni e’ pernicioso ! Quello che impari o che ti piace deve essere solo tuo! (sia mai il filesharing!)

3- se vuoi essere “al passo coi tempi” devi coltivare il senso consumistico della vita: esce il nuovo sistema operativo? bene, compra il computer nuovo, oppure una periferica nuova!. I vecchi programmi e giochi non funzionano piu’? meglio, ora puoi comprare quelli nuovi piu’ “fichi”, quelli vecchi non funzionanti li puoi buttare nella spazzatura!

3- bisogna essere grati a chi ti fornisce la possibilità di usare il prodotto (anche non sei proprietario di nulla), pagandolo salato, senza per altro avere garanzie di funzionamento (leggasi ad esempio licenze oem) od assistenza;

4- quello che compri nasce con dei difetti congeniti e per rimediare a tali difetti devi comprare altre cose per aver un maggior margine di sicurezza di funzionamento (antivirus e firewall).

Io ritengo che per espandere la voglia di conoscenza di un giovane occorre per prima cosa il contatto umano educativo e per seconda la possibilità di modificare all’infinito la materia da conoscere. Lo facciamo ad esempio con la conoscenza di una lingua, quando proviamo da piccoli ad esprimere concetti e parole talvolta insensati, seguendo ed imparando poi quelle che sono delle regole grammaticali, che comunque non impediscono mai la variabilità del contenuto.

I geni migliori sono coloro che amano conoscere le cose “internamente”. Come sarebbe diventato Leonardo da Vinci se gli fosse stato negato da piccolo lo sbudellamento delle lucertole per cercare di comprendere come questi animali erano fatti? Oggi certamente il rispetto verso le altre forme di vita nega tali atrocità, ma perché impedire ad una giovane mente, vogliosa di comprendere, la possibilità di “sezionare” tutto cio’ che desidera nel mondo informatico?

Se chi vende software voglia inculcare nelle giovani menti la sudditanza tecnologica verso i propri prodotti, con contorno di sfrenato consumismo non lo condivido, ma lo posso comprendere. Ma perché molti insegnanti, ed addirittura genitori insistono col chiedere software proprietario per le giovani menti?E’ come vedere una mamma che pretende che il proprio figlio mangi a colazione un cheesburger pieno di porcate varie bevendo una bevanda piena di conservanti, al posto dei biscotti fatti in casa ed un bicchiere di latte!


4 Responses to “i sistemi proprietari possono fare didattica per principio?”


  1. 2007 novembre 27 alle 3:06 pm

    Hai ragione. A parte sulla questione del filesharing, che non c’entra una mazza!😀

  2. 2007 novembre 27 alle 4:51 pm

    @ Lazza
    ma’ la sponsorizzazione a tutte le iniziative anti p2p ???? E la confusione che ingenera nel voler a tutti i costi uguagliare lo scambio con la pirateria ???

  3. 3 /V
    2007 dicembre 4 alle 5:45 pm

    Scusa ma cosa centra “i sistemi proprietari” con “chi fa le iniziative anti p2p”? Non e’ che condanni un sistema perche’ certi suoi rappresentanti (seppur qui “Certi” -> “tutti” con t-> oo) si comportano in determinato modo. Non fare di tutta l’erba un fascio! (si, lo so , qui e’ difficile, pero’ visto che parli di principi…)

    Poi tu mi pare che confondi mezzo e contenuto, e soprattutto mi pare che per didattica intendi soltanto “didattica informatica”.

    Secondo te wikipedia non sarebbe utilizzata se il codice sorgente del sito fosse proprietario?

    Forse che la gente non usa i google docs per studiare e fare didattica, nonostante credo non molti sappiano come funzionano?

    Che tu non hai mai visto nessuno negli anni 90 fare le ricerche di scuola con microsoft encarta?

    Credo di aver capito cosa volevi dire, e per la maggior parte sarei anche daccordo, pero’ se dobbiamo fare un analisi per principi cerchiamo di non finire nel classico discorso da bar alla”signora mia son tutti ladroni” dai. Si puo’ fare di meglio.

    Secondo me comunque molti dei fenomeni da te deprecati derivano da un’estremizzazione di quello che era il modello del closed source, e non dal modello in se. Non e’ che tutti si comportano come M$ e eppol, e se anche fosse non c’e’ da dargli un giudizio morale. Se qualcuno decide che il suo codice deve restare chiuso saranno ben affari suoi, in un mondo ideale sara’ il mercato a decidere se valga la pena di utilizzarlo o meno.

  4. 2007 dicembre 4 alle 7:00 pm

    @ /V
    apprezzo con sincerità le tue critiche, ma permettimi di aggiungere che:
    1. la mia e’ sempre e comunque una estremizzazione, una provocazione, data dalla mia rabbia nel vedere i promotori del software proprietario spacciare fischi per fiaschi, sicurezza scambiata per finestre trasparenti, dire imbecillità sulla affidabilità di linux e dintorni confrontato al “miglior software per scrivere e far di conto, riconosciuto internazionalmente!!”;
    2. non pretenderai che io sia sempre serissimo e profondo nei miei discorsi .. anch’io faccio talvolta discorsi “da bar” polemicamente e superficialmente!!!😉 ;
    3. sul p2p vedo che sei il secondo che mi critica e quindi vorrei sottolineare ancora una volta: le major sono strettamente legate al mondo proprietario ed al DRM. Ora dimmi tu se si puo’ accettare un modo di educare nato da tali concetti?
    4. parlo di didattica e didattica informatica, perche’ non si puo’ parlare della seconda senza premettere la prima. Creare un “metodo sano” di insegnamento e’ fondamentale sia per i mezzi che per lo scopo. Se tu dici che si possono usare strumenti coperti da diritto d’autore per imparare, io ti rispondo che questo e’ possibile, ma non auspicabile. Perche’ pagare un contenuto che deve essere pubblico? posso pagare il costo di renderlo pubblico (carta, pubblicità, rete rivenditori, etc.) ma non certo concepisco l’impossibilità di espandere tale informazione didattica con una semplice fotocopia, eppure per questo in italia si rischia la galera! Insomma se vuoi essere pagato devi essere capace di offrire un servizio che valga piu’ di una fotocopia, od in alternativa che il costo sia inferiore o pari a quella della copisteria (e quanto sarebbe, tra l’altro, positivo per le tasche delle famiglie italiane?).

    Ovviamente rimane che questo e’ il mio punto di vista personalissimo, con la speranza che faccia ragionare sopratutto chi crede che raccogliere sia uguale tanto quando si tratta di panna col cucchiaio che usare la lingua col fango😉


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: