18
Ott
07

diritto all’informazione, libertà contenuti e censura su youtube della rai

Se parlando di una persona se ne cita le testuali parole non si commette reato, non ci si arroga la paternita’ della frase. Mi sembra ovvio.
Se in una rivista scientifica si mette in evidenza i risultati di un ricercatore non ci si appropria di tali dati, ma ci si limita a criticarli, non si viola il diritto d’autore. Mi sembra ovvio.
Se un avvocato in un processo declama con forza una legge non viola il diritto d’autore. Mi sembra ovvio.
Se metto a disposizione informazioni pubbliche sul mio blog non commetto reato. Mi sembra ovvio
Allora perche’ su youtube continuano a sparire video della rai che e’ un servizio pubblico? Quali diritti d’autore esclusivi ed inalienabili possono accampare chi viene stipendiato da me e da tutti voi, prima con le tasse in generale (leggasi sovvenzioni pubbliche) e poi con una tassa sulla proprieta’ specifica (il canone) per fornire informazione pubblica?

Se poi qualcuno ha il coraggio di dirmi che la rai mette a disposizione i proprio contenuti digitali in maniera libera e’ quanto mai in errore, visto che ci sono solo parti della propria programmazione e la sua visibilità è limitata a determinati strumenti informatici (leggasi facilità di fruizione solo per chi ha sistemi operativi proprietari). Se poi ne impedisce la loro diffusione perche’ dichiara di averne la proprietà esclusiva, che fruizione libera e’? E’ solo limitatamente gratuita (usando fra l’altro codec proprietari), e c’e’ un bella differenza!


5 Responses to “diritto all’informazione, libertà contenuti e censura su youtube della rai”


  1. 1 /V
    2007 ottobre 18 alle 3:06 pm

    Perche’ youtube e’ un servizio internazionale, e la RAI probabilmente vuole tutelare i suoi contenuti dallo spettatore straniero.

    Cosa c’e’ ‘di strano?

    I contenuti onlien della BBC tramite iPlayer non saranno fruibili da fuori il regno unito oppure le serie TV disponibili online sui siti della ABC, NBC, Fox nextwork, non sono scaricabili se non hai un IP americano.

    In questo modo non fanno fruire dei contenuti chi non paga il canone.

    E anche chi lo paga.

    Intendiamoci, non li sto giustificando, e’ una porcata e non durera’ tanto, pero’ quanto meno spero di aver lenito un po’ il tuo sgomento con una spiegazione che quanto meno e’ plausibile.

  2. 2007 ottobre 18 alle 3:33 pm

    /V
    ti ringrazio dell’opinione, che come al solito non e’ interamente condivisa, ma e’ sempre ben accetta ed apprezzata😉 .
    Sinceramente l’avevo pensata, ma mi ero rifiutato di scriverla per l’ovvia inconsistenza logica.
    La tua mi sembra una giustificazione blanda, infatti quello creato con finalita’ pubbliche non puo’ essere confinato all’interno di uno stato che si definisce democratico.
    Sottolineo inoltre che i canali rai sono visibili anche via satellite … quindi da tutto il mondo, allora perche’ limitarne comunque il loro uso?.
    Per me si confonde la cosa pubblica con quella privata, il dovere di rendere libero qualcosa di pubblico e l’inesistenza delle pretese di diritti privati sul lavoro (e sottolineo sul lavoro non sulla paternità dell’opera che puo’ essere individuale) per chi e’ stipendiato dal pubblico.
    Io ancora sono convinto di non essere in cina, e che nessuno mi obbliga a chiudere la bocca o mi obbliga a sorbirmi certi contenuti senza che io possa liberamente commentarli, distribuirli od avere il diritto di usufruirne nel modo piu’ ampio possibile. E salto volutamente l’accesso delle informazioni ai diversamente abili .. perche’ dovrei farci un libro e non certo un piccolo articolo da bloggarolo.

    p.s.
    in che senso e’ una porcata che non durera’ tanto? ci obbligheranno a tenere una tivvi accessa con obbligo di sorbirsi il grandepurcello 24h al giorno e metteranno dei filtri ad internet tipo koreadelnord?😀

    /V nota bene, questo e’ uno sfogo, e la tua osservazione ha, temo, toccato, giustamente, il nodo dolente della questione: chi usa i soldi pubblici non conosce il senso di “pubblico” e “bene pubblico”.

  3. 3 Xio
    2007 ottobre 18 alle 4:48 pm

    Delle sue l’una o lasciano su Youtube TUTTo quello che trasmettono via satellite, oppure ci DEVONO lasciate TUTTI i programmi made in rai e che quindi sono già stra iper pagati da noi almeno un paio di volte.

    Ciao

  4. 4 /V
    2007 ottobre 19 alle 11:19 am

    Ah ma tu hai ragionissima e tutti i motivi di incarognirti! Quella sopra, ribadisco, non e’ una giustificazione da parte mia, e’ semplicemente il tentativo di spiegare cosa possa essere passato per te cape bacate di chi ha preso quella decisione, teste che non necessariamente sono capaci di considerazioni logicamente consistenti.

    Ti aggiungo che e’ una motivazione ancora piu’ inconsistente se pensi che il sito delle teche rai e’ accesibilissimo dall’estero! (ce l’ho qua davanti ora e sono in franci, fai un po’ te)

    Un motivo piu’ plausibile potrebbe essere semplicemente che vogliono avere sotto controllo la distribuzione dei contenuti, per cui tutto cio’ che e’ rai deve risiedere sui siti rai, casomai un giorno vogliano DAVVERO chiudere l’accesso.

    Ovviamente questo tentativo di limitare la distribuzione dei contenuti in rete lo ritengo una porcata inutile, visti i precedenti. Se c’e’ una cosa che il social web insegna e’ che in queste situazione sono 1 contro 10000.

    Ti basti guardare siti come tv-links o joox per renderti conto che i contenuti televisivi non si possono chiudere, una volta che ne togli uno ne saltano fuori altri 100.

    Dagli tempo, prima o poi se ne renderanno conto e desisteranno. Oppure morranno eccheccazz, sono vecchi mica highlander!

  5. 2007 ottobre 19 alle 7:05 pm

    /V
    a cazz .. non sapevo che le teche rai all’estero se potessero vede’ tranquillamente .. ti ringrazio vivamente per l’informazioni .. ma porc mis ..

    sul discorso highlander … ho qualche dubbio pero’ …😉


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