11
Lug
07

uso termini informatici e tgcom, grazie! ma non ci siamo ancora!

Sul tgcom si parla ancora di hacker, ma si finisce per affermare e negare tutto in questo articolo a corredo dello “speciale” sull’argomento “pirateria informatica”.

Apprezzo sinceramente lo sforzo del giornalista che vuole precisare i termini, ma proprio nello stesso articolo trovo delle contraddizioni logiche davvero grosse (almeno questa è la mia personale opinione).

Vediamo i punti:

1.   Nella premessa si dice che chi mastica informatica (e codice sorgente😉 ) conosce la differenza molto bene fra hacker e cracker ma la cosa non è uguale nel resto del mondo.
Ignoranza è ignoranza, che sia di 1 persona o di 1 milione. Ad esempio molte persone mi indicano un ragno e mi domandano “che insetto è quello li’?”.  Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone è convinta che i ragni sono insetti, ma non è cosi’, questo non giustifica la loro affermazione o l’uso erroneo di tale termine, che deve essere corretta (ovviamente con un sorriso!). Sarebbe oltremodo grave se su una rivista naturalistica trovassi scritto che i ragni sono insetti .. solo perche’ la maggior parte della gente lo crede!

2. Nella giustificazione delle parole trashing e boxing si dice che i termini sono presi da fonti sicure, ma non si specifica quali siano (forse la GdF ? … ma non è esplicitato!).
Affermare che la propria fonte è sicura non assicura la veridicità della cosa!
In altri termini potrei affermare che “esistono veramente i puffi, da fonti sicure!” ma questo non assicura al lettore della possibilità di trovarsi davanti alle creaturine blu in carne ed ossa.

3. In Italia e’ provato che gli hacker mandino persone a rovistare fra i rifiuti.
Questo è affermare una verità non provata (mi dite per favore su che basi?). Io mi ritengo un hacker (amo leggere ed informarmi di tutto, visto che desidero diminuire la mia ignoranza), ma certamente non mando gente a rovistare nella fogna altrui per chissà quali scopi! Sono io l’eccezione che conferma la regola?)😛 . Ma forse ci si riferisce ai cracker, ma anche lì, dov’e’ provata questa cosa? Quali statistiche sono state usate o quali fonti attendibili?

Dare notizie è importante ma senza riferimenti non c’e’ contenuto valido. I riferimenti su un articolo pubblicato su internet possono essere ragionamenti logici, link oppure la citazione di fonti. Che poi i link portino ad articoli fasulli, i ragionamenti logici inconsistenti e le fonti inaffidabili, lasciamo deciderlo al lettore!  Non è forse questo il bello dell’indipendenza delle idee su internet?😛


16 Responses to “uso termini informatici e tgcom, grazie! ma non ci siamo ancora!”


  1. 1 Mario H.
    2007 luglio 11 alle 5:45 pm

    Ma che cazzo lo guardi a fare tgcom?! Tutto tempo sottratto alla masturbazione.

  2. 2 imu
    2007 luglio 11 alle 5:59 pm

    @kijio
    Secondo me la fonte è ” hacker 2 ” il film !

  3. 2007 luglio 11 alle 6:44 pm

    eh caro mio, i miti e leggende sugli hackers sono tanti e tali che non mi meraviglio più.
    L’ignoranza informatica è enorme, soprattutto da parte dei giornalisti.
    Pensa che una volta su RAIUNO ho sentito dire, al tg dell’una, in un servizio, che l’opensource è il download gratuito di mp3 da internet!!!

  4. 2007 luglio 11 alle 7:20 pm

    @Mario H.
    mmm oramai sono vecchi ricordi quelli .. ora solo seghe mentali col tgcom ! … ahahha

    @imu
    ma no … hanno visto bill gates … quello di colorado! 😀

    @Tito
    aaa ma lo sanno tutti che l’open source non è il download gratuito degli mp3 … ma il download dei film piratati!😛 hahhahahaha

  5. 2007 luglio 11 alle 9:44 pm

    Tutti possono sbagliare ma non tutti conoscono i termini informatici a menadito neppure gli “stimati” signori giornalisti della redazione di Mediaset.
    Consoliamoci…sulla Rai è peggio.

  6. 6 elfodin
    2007 luglio 11 alle 9:54 pm

    che senso ha fare un giornale on-line se poi si ripropone la stessa forma di quello cartaceo? Potrebbero ficcarci ogni tanto un paio di link tanto per usare i pregi che il web ha rispetto alla carta stampata. Ma forse è aspettarsi troppo da qualcuno che dichiara che sa di parlare a sproposito e di diffondere ignoranza oltre che calunnie, ma continuerà a farlo lo stesso.

  7. 2007 luglio 11 alle 10:49 pm

    Questa degli hacker che rovistano nei rifiuti é una cosa che mi ha sempre mandato in paranoia!:-/

  8. 8 Knu
    2007 luglio 12 alle 12:15 am

    il discorso dei rifiuti credo l’abbiano (guardacaso) confuso con certi penetration test (test di resistenza di una determinata lan/vlan/intranet/extranet – ditte specializzate lo fanno pagare fior di soldoni). Se il penetration test viene effettuato *dall’interno* dell’azienda, in genere vale la regola “vale tutto”, ovvero se chi sta eseguendo il test chiede la password di root alla segretaria e questa gliela dice, * è * a tutti gli effetti una falla nel sistema (organizzativo, ma falla rimane). C’è chi sostiene di conoscere gente che effettivamente quando esegue un penetration test vada a rovistare nell’immondizia alla ricerca del tipico postit con scritti sopra username e password. Personalmente non ne conosco, ma credo sia plausibile😀

  9. 9 allanon
    2007 luglio 12 alle 1:23 am

    mauhauahuahUHAUHAUAHAU

    io ho scritto a tgcom citando wikipedia in merito ai termini hacker e cracker,
    e mi pare di aver accennato anche a qualcosa sull’ignoranza dei giornalisti!!!
    devo assolutamente scovare dove ho messo la mail, spero di non aver usato il loro servizio online!!!!

  10. 10 allanon
    2007 luglio 12 alle 1:42 am

    ho riscritto al tgcom:

    “Prego figuratevi, storpiate pure i termini poco noti ai non addetti ai
    lavori

    Se posso suggerire,
    dopo la storpiatura di questi termini poco noti ai giornalisti,
    perche’ non storpiate anche alcune leggi della fisica, anch’esse poco note ai
    giornalisti”

  11. 12 jean
    2007 luglio 12 alle 12:16 pm

    a proposito di termini…
    che differenza fa giornalista e giornalaio… non sono un adetto ai lavori e mi sembrano uguali

    ciao
    jean

  12. 2007 luglio 12 alle 12:30 pm

    “3. In Italia e’ provato che gli hacker mandino persone a rovistare fra i rifiuti.”
    Credo che fosse un vago riferimento al libro “L’arte dell’inganno” di Kevin Mitnick in cui egli dice che per raccogliere informazioni su una persona i cracker rovistano nei rifiuti.

  13. 14 c1k0
    2007 luglio 12 alle 12:56 pm

    @lazza
    a questo punto occorrerebbe fare un’ulteriore distinzione.
    In realta’ e’ l’ingegnere sociale che rovista tra i rifiuti, un cracker non ne avrebbe beneficio (per cracker intendo un tecnico che sfrutta falle nei sw per avere accesso non autorizzato e/o per causare danni)

  14. 15 nandoofen
    2007 luglio 13 alle 2:39 pm

    Il grande Kijio sempre alla ricerca di bufale linguistiche legate al mondo dell’informatica.
    Immagino che, con buona pace di Marconi o chi per lui, con questa velocizzazione della diffusione delle informazioni, l’informatica sia stata troppo veloce e chi fa dell’informazione il suo lavoro (e non passione … eheheh) si sia messo alla ricerca frettolosa di un corso linguistico con le nuove terminologie.

    Il corso linguistico era, come spesso accade, in fascicoli con uscita settimanale e suppongo che si sia scordato di comprare qualche numero.

    Ora, visto che in “informatica” sono un perfetto ignorante … il cracker senza colesterolo è un tipo losco con le analisi del sangue a posto?
    :p


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