26
Mar
07

Leggi sui diritti d’informazione, equo compenso, p2p, e non solo, negli USA e in Italia.

Riferendomi all’ottima segnalazione del blog di Jhack, in cui si evidenziava la ‘simpatica’ azione legale della riaa nei confronti di una bambina, mi permetto di fare alcune osservazioni sull’attuale concetto di liberta’, le varie corporazioni e un paio di governi.
La cosa certo non mi stupisce piu’. Quando il diritto di proteggere la proprieta’ privata diventa ossessiva e distorta (difatti il “diritto” d’autore non e’ un diritto e non appartiene in alcun modo alla sfera della proprieta’ privata, ma e’ una concessione del pubblico verso chi crea un’idea per riconoscere giustamente lo sforzo dell’ideatore), si arriva a tali esagerazioni. Al contrario di molti che pensano che molti diritti andrebbero aboliti (e lo sottolineo, per me, e per la dichiarazione dei diritti dell’uomo, la proprieta’ privata e’ un diritto a tutti gli effetti) io limiterei solo quello strapotere di alcune lobby, che e’ veramente intollerabile in una societa’ civile.
Ma qui Italia, cosi come negli USA, perche’ nessuno si muove e non capisce il macroscopico errore di concetto?
Proprio qui in Italia, proprio con gli ultimi governanti si e’ parlato di levare il potere, o addirittura eliminare delle corporazioni, per poi ribadire fermamente, con parole e fatti, che alcune di esse sono intoccabili.

In particolare mi riferisco ad un altro articolo di un blog, chiaramente di sinistra, dove viene riferito la volonta’ di proseguire con l’azione del precedente governo (della serie massimalista di comodo:’aboliamo tutto del precedente governo, meno quello che ci fa comodo’).
Non e’ possibile che le persone giudichino male un intero stato, come ad esempio quello statunitense, chiamandolo in maniera dispregiativa e bruciando la sua bandiera nelle pubbliche piazze, senza conoscere le sue basi costitutive, basate principalmente sulla liberta’ individuale! Cosi’ come non si puo’ criticare a priori quello italiano, basato sul lavoro e sulla famiglia.
Il problema e’ un’altro!. Chi governa non agisce secondo i principi che dovrebbe difendere e su cui si fonda lo stato stesso!.
Molti politici, molti giornalisti, molti dirigenti delle societa’ legate agli editori ed autori, italiani, ribadiscono un concetto che, a mio parere, non esiste proprio nella costituzione! Dove cacchio c’e’ scritto che un soggetto privato puo’ esercitare una prelievo aumentando direttamente la tassazione pubblica, e in base ad una presunto utilizzo del bene comprato? vedasi equo compenso?!.

L’equo compenso e’ un’importo percentuale su un’imponibile che viene a sua volta tassato (infatti e’ prima dell’iva che quindi viene aumentata … ). La stessa cosa avviene anche per dei servizi pubblici ! (avete mai fatto caso alle Vs. bollette dell’acqua? nella mia c’e’ importo+tassaregionale=importoprimadell’iva, poi su questo c’e’ l’iva … e quindi si paga la tassa sulla tassa!!!).
Ma perche’ non si fa’ negli stati nord americani dove le tasse regionali/provinciali/statali sono pagate in percentuale sull’importo in maniera secca (es. 105 di cui 100 imponibile, 5% per lo stato federale e 5% per l’ente “regionale”???). E’ questione non solo di equita’ ma anche di chiarezza verso i contribuenti!

Non e’ un problema di comunisti o capitalisti ma, come si dice nel ‘popolino’, di ‘troppo magnamagna‘!
Certo, che un governo di uno stato (USA), che ha come cardine fondamentale la liberta’ individuale, permetta lo strapotere di coloro che esercitano un ‘non diritto’ mi fa schifo (sottolineo il governo, non lo stato!).
Allo stesso modo mi fanno schifo tutti i politici italiani, che promettono mari e monti sull’abolizione delle lobby, e poi fanno parte della stesso baraccone che promuove azioni liberticide (limitare lo scambio di informazione, magari con la galera, o tassarlo, non so davvero che termine alternativo usare, ditemelo voi!).
E’ da tempo che non credo piu’ ai politici italiani, ed ai loro appelli del tipo:- gli italiani si devono interessare alla politica italiana perche’ e’ la loro.

Rispondo solo con una bellissima frase di Giovanni Falcone:

“perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”

FATE IL VOSTRO DOVERE POLITICI ITALIANI! CHE LO STIPENDIO NON E’ BASSO (tra i piu’ alti nel mondo) E LA PENSIONE E’ ASSICURATA DOPO POCHI MESI … (certo, magari se gli attuali andassero a zappare la terra a 10 euro l’ora lorde, ed in pensione a 70anni forse capirebbero molte cose … o forse semplicemente farebbeno meno danni … ).

p.s.

mi domando, riferito al blog di sinistra linkato, perche’ molti insistono a citare i motti ed i modi di dire sudamercani, quando basterebbe esprimere in italiano un concetto tanto semplice e chiaro ( Que se vayan todos = che se ne vadano tutti). Cosi’ come nei giornali ‘alla moda’ perche’ usano termini anglofoni, a mio modo di vedere superflui, come trendy/fashion/etc. ??? …😛

Domani inizio a scrivere con frasi in sanscrito … vediam se qualcuno mi critica!😛


3 Responses to “Leggi sui diritti d’informazione, equo compenso, p2p, e non solo, negli USA e in Italia.”


  1. 2007 marzo 26 alle 11:33 pm

    Io l’altra mattina ho visto una puntata di forum (non so adesso il valore legale di quella sentenza) che non puniva uno studente universitario, colpevole di aver caricato su un server del materiale preso da una videoteca. Questo server era reso disponibile ad una comunità ristretta. Il giudice ha citato quella famosa sentenza per cui non è punibile chi condivide senza fini di lucro. E i fatti si sono svolti pochi mesi fa.
    Mi viene da pensare “ma in Italia come stiamo messi veramente?”

  2. 2007 marzo 28 alle 10:13 am

    Ciao Kijio, ti ringrazio per il commento che hai lasciato su Doxaliber e… condivido appieno ciò che hai scritto!
    Anche io ho smesso di interessarmi di politica da un po’… ma, se devo essere sincera, mi rendo conto che non è così che si combatte, perchè se noi non ci interessiamo, semplicemente lasciamo decidere a tutti gli altri le sorti della nostra Nazione. Se noi non andiamo a votare, ci andranno tutti gli altri. Tanto vale scegliere “il male minore”. Hai mai votato per qualcuno in cui realmente credevi? O lo hai votato solo perchè era quello “più vicino” alle tue idee?

  3. 3 MadMark
    2007 marzo 28 alle 11:01 am

    Scusate il commento-spam, ma dobbiamo diffondere questa notizia


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