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tengo che la molta informazione ha lo stesso difetto della poca: impedire la consocenza. Esiste però una differenza sostanziale, con nessuna informazione si è allo scuro di tutto, con troppa informazione abbiamo la capacità di poter discriminare le “buone” notizie da quelle superficiali.La tanta informazione è filtrabile se comunque e’ facilmente leggibile, chiara: da una parte la notizia, dall’altra tutto quello che vi pare (pubblicità inclusa).
Aldilà dei giornalai sul web, che scrivono spesso male e con errori grammaticali da matita blu, esistono una miriade di fonti alternative, create da appassionati. E’ proprio su questi ultimi che mi permetto di essere polemico (sui primi ho gia’ steso un velo pietoso da tempo): come cacchio mettete la pubblicità sui vostri articoli?
Io sono “casinista” per natura e quindi sento vivo lo spirito di mettere ordine nelle cose che faccio: odio tremendamente far confusione negli argomenti che scrivo. Come e’ possibile che un articolo inizi a descrivere qualcosa ed a metà di un discorso, nel mezzo della pagina virtuale, esca fuori la pubblicita’ del “programma commercial-schifez di turno” magari con odiosissimi filmati flash, ancor peggio col sonoro?
Per quanto sia interessante l’argomento la sola vista dell’interruzione mi fa interrompere la lettura , cambio immediatamente pagina dando del pirla a chi ha permesso cio’ .
Capisco bene che scrivere su internet non paga senza pubblicità, ma perchè bisogna interrompere la lettura? Perchè mostrare qualcosa, promettere di fornire un servizio, impegnarsi a scambiare informazioni, per poi impedirne la fruizione completa?
Non ci sono netiquette al riguardo, non ufficialmente, ma possibile che ci vogliano regole scritte per comprendere che esiste una educazione nel fornire informazioni? Come voler parlare con delle persone amiche, ma senza finire la prima frase di rito “ciao come stat … ” si inzi a declamare “usate spick&spack per pulire i vostri pavimenti!”.. minimo saremmo presi per rincoglioniti!
Il web permette di inserire animazioni, suoni ed “effetti speciali”. Questo va bene per illustrare le informazioni, rendere meglio le proprie idee e volendo fare pubblicità e quindi fare soldi. Ma possibile che nessuno capisca che l’informazione deve stare da una parte e la pubblicità dall’altra? Ci sono gli stili, ci sono le tabelle, USATELE! da una parte informazione, dall’altra pubblicità scritta (se vocale-flash-con effetti multimediali la deve attivare chi la vuol vedere-sentire NON IN AUTOMATICO!)

Finche’ sul palco si esaltera’ una bandiera colorata tutta rossa o tutta nera od i simboli delle rivoluzioni violente saranno impresse in magliette l’unico futuro che ci attende e’ ripetere il passato.

La scorsa settimana un telegiornale metteva in luce un fatto per loro scandaloso: da una ricerca statistica molti giovani non ricordano le guerre finite nello scorso secolo. Sinceramente credo molto piu’ scandaloso che esistano “professionisti dell’informazione” che ignorano le guerre in corso.
Semplice osservazione di un commentatore di punto informatico che riporta quanto emerso da diversi studi esteri. Io non aggiungo altro se non citarne il contenuto ed appuntarlo 

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