Archivio Autore di kijio

10
Nov
09

pubblicità odiosa sul web

Ritengo che la molta informazione ha lo stesso difetto della poca: impedire la consocenza. Esiste però una differenza sostanziale, con nessuna informazione si è allo scuro di tutto, con troppa informazione abbiamo la capacità di poter discriminare le “buone” notizie da quelle superficiali.La tanta informazione è filtrabile se comunque e’ facilmente leggibile, chiara: da una parte la notizia, dall’altra tutto quello che vi pare (pubblicità inclusa).

Aldilà dei giornalai sul web, che scrivono spesso male e con errori grammaticali da matita blu, esistono una miriade di fonti alternative, create da appassionati. E’ proprio su questi ultimi che mi permetto di essere polemico (sui primi ho gia’ steso un velo pietoso da tempo): come cacchio mettete la pubblicità sui vostri articoli?

Io sono “casinista” per natura e quindi sento vivo lo spirito di mettere ordine nelle cose che faccio: odio tremendamente far confusione negli argomenti che scrivo. Come e’ possibile che un articolo inizi a descrivere qualcosa ed a metà di un discorso, nel mezzo della pagina virtuale, esca fuori la pubblicita’ del “programma commercial-schifez di turno” magari  con  odiosissimi filmati flash, ancor peggio col sonoro?

Per quanto sia interessante l’argomento la sola vista dell’interruzione mi fa interrompere la lettura , cambio immediatamente pagina dando del pirla a chi ha permesso cio’ .

Capisco bene che scrivere su internet non paga senza pubblicità, ma perchè bisogna interrompere la lettura? Perchè mostrare qualcosa, promettere di fornire un servizio, impegnarsi a scambiare informazioni, per poi impedirne la fruizione completa?

Non ci sono netiquette al riguardo, non ufficialmente, ma possibile che ci vogliano regole scritte per comprendere che esiste una educazione nel fornire informazioni? Come voler parlare con delle persone amiche, ma senza finire la prima frase di rito “ciao come stat … ” si inzi a declamare “usate spick&spack per pulire i vostri pavimenti!”.. minimo saremmo presi per rincoglioniti!

Il web permette di inserire animazioni, suoni ed “effetti speciali”. Questo va bene per illustrare le informazioni, rendere meglio le proprie idee e volendo fare pubblicità e quindi fare soldi. Ma possibile che nessuno capisca che l’informazione deve stare da una parte e la pubblicità dall’altra? Ci sono gli stili, ci sono le tabelle, USATELE! da una parte informazione, dall’altra pubblicità scritta (se vocale-flash-con effetti multimediali la deve attivare chi la vuol vedere-sentire NON IN AUTOMATICO!)

15
Set
09

il monopolio dell’informazione: stanno brevettando il sole e la gente muore

Faccio seguito a quanto scritto da Marco Calamari nel suo articolo Medioevo 2.0.

E’ sicuramente un ottimo articolo, scritto bene e con delle conclusioni sostenute da solide basi logiche. Ma sembra che tutte le volte che scrive Calamari si dimentica sempre di una cosa fondamentale: gli effetti diretti e pratici del monopolio dell’informazione. Non e’ una critica ma una semplice osservazione.

Faccio un esempio e spiego tutto. Qualche tempo fa uno scienziato (Jonas Salk) scopri’ il vaccino per la polio e NON si pose il problema di brevettarlo e lo rese pubblico. Il dubbio (per lui mai avuto) per alcuni poteva essere se arricchirsi brevettando o dare immediatamente al mondo la soluzione salvando milioni di vite umane, in maniera gratuita. Ovviamente questo scienziato (mai citato da nessun ente internazionale, men che meno da chi elargisce nordici premi internazionali a “buffoni”) ha scelto la via umanitaria. La sua risposta a chi gli domandava chi avesse il  brevetto era un naturale:” Nessuno. È forse possibile brevettare il sole?”

La stessa cosa si ripropone ad ogni informazione e non solo in campo medico. Qualsiasi informazione negata al pubblico puo’ rappresentare la differenza fra vita e morte per molte persone, se non milioni. Ma questo non interessa a chi dovrebbe difendere il diritto alla vita (gli enti nazionali ed internazionali) o comunque al miglioramento di questo mondo anzi, il maggiore impulso e’ il sostegno a quell’obbrobrio che viene chiamato “diritto d’autore”.

Un codice genetico brevettato, una sequenza nucleotidica che provoca immunità ad una malattia altrimenti incurabile a conoscenza esclusiva di alcuni, e tutti diventeremmo schiavi ed alle dipendenze della lobby di turno detentrice del “diritto d’autore”, capace magari di taglieggiare popoli concedendo con “magnanima accondiscendenza” le dosi del siero non duplicabile.

Se questo sembra un film di  007 in cui la Spectre e’ il ricattatore, monopolista dell’informazione di turno, da quale nazione uscirà il nuovo James Bond, visto che tutti i politici sostengono “i cattivi” a mani basse (e magari a saccocce piene)?

Vorrei concludere che il plagio e’ un reato (lo scopritore o l’inventore deve essere riconosciuto e difeso, come piu’ volte affermato in maniera chiara da Calamari) ma la giustificazione di una rendita di posizione “costruita in maniera truffaldina” come quella del diritto d’autore ha implicazioni, non solo morali ed economiche, ma pratiche, dirette, indissolubilmente legate al primo assoluto diritto esistente: quello della vita.

05
Giu
09

diritti e doveri

E’ un po’ che non scrivo qui. Colpa degli impegni della vita, della stanchezza di ripetere le proprie idee condivise da molti ma mai prese in considerazione da “quelli che contano”. Probabilmente  “quelli che contano” sono li’ non per capacita’ di migliorare quello che lo circonda ma solo per la loro sete di potere.

Stasera mi sfogo un po’ sulle scemate che vedo tutti i giorni:

1- ad un giorno dalle elezioni si insiste e si ripete che l’opportunità di esprimere una propria preferenza e’ un dovere. Mi ricorda molto il passato (rosso o nero … tanto sono uguali) in cui questo “diritto” era un obbligo.

Un diritto per definizione non e’ mai un dovere e viceversa. E’ un dovere dell’amministrazione pubblica comunicare e far rendere consapevoli dei propri diritti i cittadini. NON E’ un dovere andare a votare (MA NEANCHE con l’aggettivo MORALE).

Invece non è solo un diritto morale ma un DOVERE che il pubblico si comporti nei confronti del singolo cittadino con correttezza e permettendo l’ applicazione gli stessi mezzi che lui stesso usa per farsi valere in caso di inadempimento. Sbagli a mandarmi una “cartella pazza” ? non c’e’ problema: visto che hai preteso il pagamento di qualcosa che non e’ dovuto tu, amministrazione pubblica, mi paghi il disturbo con un bel assegno circolare con un importo pari al 10% del credito richiesto. Il singolo cittadino e’ in credito IVA? bene, la settimana dopo della presentazione della dichiarazione iva, a controllo effettuato,  nel conto corrente del probo cittadino vanno i soldini dell’iva (ovviamente un importo pari a quello dovuto …. e non con l’imposta sull’importo o con le spese .. cio’ che e’ dovuto e’ dovuto  e basta).

2- siamo sempre, costantemente, invasi da notizie politiche idiote: o quello dice che il capo si tromba le minorenni (e io aggiungo:- ma a me che cacchio me frega!), oppure che la crisi e’ solo una questione di stato mentale (della serie: vuoi sentirti sazio? stringi la cintura!). Ma poi si ritorna sempre ai soliti commenti … ai soliti ladri di pisa .. di giorno litigano in piazza e di notte vanno a rubare insieme …

3- L’idiozia prevale nel campo dell’informazione e i diritti umani sono un qualcosa di “optional” a meno di riempire uno spazio nel telegiornale (vedasi il ricordo del massacro di Piazza Tienanmen). Pero’ nessuno ricorda che “fior fiore” di politici italiani e “grandi” imprenditori hanno piu’ volte pubblicizzato gli investimenti in Cina, un paese meraviglioso per le persone ed i luoghi, ma non certo per la dittatura che calpesta ogni giorno diritti umani.

4- la censura avanza a grandi passi anche nelle c.d. società moderne. La censura si puo’ fare in molti modi ma quello attuato in occidente si chiama copyright. Il “diritto d’autore” non e’ un diritto da parte di chi produce materiale informativo ma un dovere per chi ne usufruisce. Dovere di pagare ed acquisire informazione solo negli strettissimi limiti imposti dalle lobby. Forse “qualcuno” si e’ completamente dimenticato che una societa’ civile e’ tale se le persone che ne fanno parte condividono e non solo scambiano.

dettagli, solo dettagli di polemiche che rimangono nel mio animo. Dettagli come la soluzione dei problemi sopra menzionati. Si perche’ in effetti la soluzione è semplice: basta applicare pochi e semplici articoli che trovate nell’altra pagina del mio blog. Capisco che qualcuno storce il naso .. . è una dichiarazione dei diritti …. mica dei doveri!

25
Apr
09

oggi 25 aprile …. ancora una volta la solita retorica

Come al solito c’e’ una moltitudine sul carro dei vincitori, pieni di belle parole e nobili intenti. Parole e retorica che assomigliano a quelle che servivano per esaltare la venuta dei dittatori.

Liberta’ , liberta’ ed ancora liberta’.

Liberta’ di dire e fare quello che si vuole fuori dai dettami dall’imposizione di  un solo uomo, ma nei limiti delle mode dettate dalle lobby.

Non si puo’ condividere  quello che si vuole, o meglio si puo’ farlo, ma pagando il giusto prezzo con la giusta moneta.

Non esiste futuro se ci limitiamo a guardare al passato,  dobbiamo agire secondo i pensieri degli uomini liberi di spirito come Ghandi, Voltaire, M.L.King; guardando agli scritti che non solo solo retorici ma umani e pratici come il “nostro” Beccaria.

Finche’ sul palco si esaltera’ una bandiera colorata tutta rossa o tutta nera od i simboli delle rivoluzioni violente saranno impresse in magliette l’unico futuro che ci attende e’ ripetere il passato.

Poverei i miei figli che dovranno sopportare un’altra volta, da onesti, la stupidita’ umana!

Beati gli stupidi perche’ ebbri del grande fratello o dell’isola del famosi non si porranno il problema di vivere rispettando l’umanita’ e con una tirata di coca ed una pasticca saranno convinti di toccare il paradiso.

21
Mar
09

la libertà è un’opzione, il controllo un obbligo, la censura la benvenuta!

youtube censurato in brasile

youtube censurato in brasile

Ancora, per l’ennesima volta, cito Benjamin Franklin “chi scambia la libertà per la sicurezza non avrà e non merita nè l’una nè l’altra!”

Il Ministro Alfano vuole per caso la censura su internet? Vuole forse  controllare l’espressione di idee della gente  italica e la sua usufruizione?.

La difesa dell’espressione dei pensieri è alla base di qualsiasi società che si vuole definire civile. Ma forse Alfano ha fatto un corso di aggiornamento in cina o in darfur o in corea del nord …. o in brasile dove e’ già censurato youtube, dove regna il “libertador” lula.

16
Mar
09

l’ignoranza del potere politico locale ed i cani randagi

Purtroppo esistono persone che governano realtà locali senza conoscere un minimo di economia, di sanità, di fisco e di protezione civile. Vengono scelti dalla maggioranza dei cittadini. Ma quanti sono coloro che eleggerebbero un cretino per decidere della programmazione o dell’organizzazione del proprio territorio ? A quanto pare molti .. visto che sistematicamente nei comuni vengono “dimenticate” gli obblighi dettati dalle leggi e nessuno degli elettori si pone il problema. L’ultimo caso: quello dei cani randagi in cui una legge non viene applicata da molti comuni, e le cui conseguenze sono temi di oggi.

La soluzione non è negare lo stato od i principi democratici, ma dire che localmente ci sono buoni amministratori ce ne passa, inutile stupirci se poi la gente non va a votare ed ingiuria i partiti ed i loro rappresentanti.

Non sarà il caso che chi è mangiapane a tradimento e non applica le leggi per il pubblico venga arrestato al pari di coloro che sbagliano nel privato? Insomma non un diritto pubblico che perdona, anzi neanche prende sul serio, chi opera per “la collettività” ed uno privato che colpisce, in alcuni casi con la presunzione della colpevolezza, i singoli cittadini.

27
Gen
09

le guerre dimenticate dai giornalai

La scorsa settimana un telegiornale metteva in luce un fatto per loro scandaloso:  da una ricerca statistica molti giovani non ricordano le guerre finite nello scorso secolo. Sinceramente credo molto piu’ scandaloso che esistano “professionisti dell’informazione” che ignorano le guerre in corso.

Io non ho visto un solo servizio giornalistico alla tv, dall’inizio del 2009, ad esempio sulle guerre in oriente (e non parlo di quelle in africa) che ancora infuriano, con tanto di massacri e cancellazione dei piu’ elementari diritti umani. Che siano della guerriglia indipendentista thamil (e non entro qui nel merito di chi ha torto o ha ragione) o della resistenza al regime filo cinese nel burma (mera occupazione militare), il massimo che si conosce è un trafiletto striminzito. Se poi il trafiletto è come questo qui e la cosa che si preoccupano di scrivere e’ “la Croce Rosa non ha ancora superato la linea del fronte e non ha quindi potuto fare una stima delle perdite tra la popolazione.” aldilà dell’errore di ortografia (a meno che non sia una presa per i fondelli … crose roSa … ) rimane la costatazione che l’informazione si ferma al numero di morti e che un’istituzione umanitaria ha il primario scopo di contare i decessi.

Insomma non che la Croce RosSa non sia potuta sinora intervenire a lenire le umane sofferenze .. ma che non possa stimare i morti .. perche’ si’ .. sono il numero di morti ammazzati a far notizia mica la guerra e le vite distrutte !

21
Gen
09

i veri parassiti del futuro saranno virus o batteri? .. no .. saranno le major !

Semplice osservazione di un commentatore di punto informatico che riporta quanto emerso da diversi studi esteri. Io non aggiungo altro se non citarne  il contenuto ed appuntarlo qui come segnalibro. In poche parole le società degli autori ed editori saranno considerati come sfruttatori dell’opera e del  consumo altrui.

Il p2p rappresenta una minaccia non a breve ma a lungo termine, visto che se il p2p avrà la meglio, alla fine la conclusione plausibile sarà:

1) l’artista avrà sempre meno bisogno di una grande etichetta per promuovere e diffondere la propria opera e realizzarne profitti (e manderà a quel paese chi “lo protegge” n.d.r.);

2) i fruitori di contenuti si stanno trasformando, e si trasformeranno sempre di più, anche in creatori di contenuti; diventare creatori di contenuti spesso implica un innalzamento dello spirito critico e la minore influenzabilità e di dipendenza dalla pubblicità classica, che è la principale forma di promozione di cui le major sono capaci;

3) la facilità tecnica di copia, riproduzione e diffusione porterà a ridiscutere l’intero concetto di copyright.