Che sia bravo nessuno lo mette in dubbio.
Dopo aver pubblicizzato l’accordo con la multinazionale software (piu’ volte insultata per il software “buchicchiato” e le pratiche monopolistiche indebite in ambito internazionale), il sicuro futuro nobel però non ci ha spiegato quanto lo stato pagherà ziobill e soci per avere, in tutta la pubblica amministrazione e sul groppone di ogni italiano, se la cosa andrà in porto, cio’ che si sta sperimentando gratis.
Quale ministro “dell’innovazione” parlerà di linux e l’open source dicendo che non occorre la sperimentazione per pagare le licenze zero?


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