Archivio per Gennaio 2009

27
Gen
09

le guerre dimenticate dai giornalai

La scorsa settimana un telegiornale metteva in luce un fatto per loro scandaloso:  da una ricerca statistica molti giovani non ricordano le guerre finite nello scorso secolo. Sinceramente credo molto piu’ scandaloso che esistano “professionisti dell’informazione” che ignorano le guerre in corso.

Io non ho visto un solo servizio giornalistico alla tv, dall’inizio del 2009, ad esempio sulle guerre in oriente (e non parlo di quelle in africa) che ancora infuriano, con tanto di massacri e cancellazione dei piu’ elementari diritti umani. Che siano della guerriglia indipendentista thamil (e non entro qui nel merito di chi ha torto o ha ragione) o della resistenza al regime filo cinese nel burma (mera occupazione militare), il massimo che si conosce è un trafiletto striminzito. Se poi il trafiletto è come questo qui e la cosa che si preoccupano di scrivere e’ “la Croce Rosa non ha ancora superato la linea del fronte e non ha quindi potuto fare una stima delle perdite tra la popolazione.” aldilà dell’errore di ortografia (a meno che non sia una presa per i fondelli … crose roSa … ) rimane la costatazione che l’informazione si ferma al numero di morti e che un’istituzione umanitaria ha il primario scopo di contare i decessi.

Insomma non che la Croce RosSa non sia potuta sinora intervenire a lenire le umane sofferenze .. ma che non possa stimare i morti .. perche’ si’ .. sono il numero di morti ammazzati a far notizia mica la guerra e le vite distrutte !

21
Gen
09

i veri parassiti del futuro saranno virus o batteri? .. no .. saranno le major !

Semplice osservazione di un commentatore di punto informatico che riporta quanto emerso da diversi studi esteri. Io non aggiungo altro se non citarne  il contenuto ed appuntarlo qui come segnalibro. In poche parole le società degli autori ed editori saranno considerati come sfruttatori dell’opera e del  consumo altrui.

Il p2p rappresenta una minaccia non a breve ma a lungo termine, visto che se il p2p avrà la meglio, alla fine la conclusione plausibile sarà:

1) l’artista avrà sempre meno bisogno di una grande etichetta per promuovere e diffondere la propria opera e realizzarne profitti (e manderà a quel paese chi “lo protegge” n.d.r.);

2) i fruitori di contenuti si stanno trasformando, e si trasformeranno sempre di più, anche in creatori di contenuti; diventare creatori di contenuti spesso implica un innalzamento dello spirito critico e la minore influenzabilità e di dipendenza dalla pubblicità classica, che è la principale forma di promozione di cui le major sono capaci;

3) la facilità tecnica di copia, riproduzione e diffusione porterà a ridiscutere l’intero concetto di copyright.

21
Gen
09

brunetta da nobel dell’economia solo col software proprietario

Che sia bravo nessuno lo mette in dubbio.

Dopo aver pubblicizzato l’accordo con la multinazionale software (piu’ volte insultata per il software “buchicchiato” e le pratiche  monopolistiche indebite in ambito internazionale), il sicuro futuro nobel però non ci ha spiegato quanto lo stato pagherà ziobill e soci per avere, in tutta la pubblica amministrazione e sul groppone di ogni italiano, se la cosa andrà in porto, cio’ che si sta sperimentando gratis.

Quale ministro “dell’innovazione” parlerà di linux e l’open source dicendo che non occorre la sperimentazione per pagare le licenze zero?